Led, curarsi con la luce? Ecco una proposta innovativa

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Negli ultimi anni l’avvento del Led ci ha abituato alle trovate più stravaganti. Dal vestito di Halloween agli accessori più disparati, la tecnologia – recentemente assunta nell’Olimpo del Nobel – sembrava non serbare più sorprese. E invece, dalla Toscana arriva una novità che sembra mutuata da un film di fantascienza: si chiama CapsuLight ed è prodotta dalla startup fiorentina Probiomedica. Si tratta di una capsula ingeribile dotata di Led per la cura delle infezioni causate dal Helicobcater pylori, il batterio se trascurato, è causa di gastrite, ulcera peptica e tumore allo stomaco.

Il prototipo dimostratore, di dimensioni leggermente maggiori rispetto a una comune capsula endoscopica, si è aggiudicato il primo posto del concorso dedicato alle idee innovative toscane – “Start Cup Toscana 2014” – organizzato dalla Scuola Superiore Sant’Anna, in collaborazione con l’Università di Siena, l’Università di Firenze, l’Università di Pisa e la Scuola Normale Superiore.

“Si ingerisce normalmente come un antibiotico quindi per il paziente non ci saranno grosse differenze” ha spiegato Giuseppe Tortora, ex studente dell’Università di Pisa che è a capo del progetto. In realtà una differenza esiste e non è di poco conto: la capsula, infatti, non contiene farmaci tradizionali ma sfrutta una luminosità di frequenza studiata per avere la maggiore efficacia nella distruzione dell’Helicobacter pylori attraverso luce a lunghezze d’onda specifiche nel rosso e nel blu. Proprio per questo “non presenta effetti collaterali” chiarisce una nota della società sottolineando che il dispositivo è sicuro “perché si basa su tecnologie in commercio da 15 anni”.

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