La sfida a nove cifre di Philips Lighting

26

Vendere oltre due miliardi di lampade a LED tra il 2015 e il 2020 per risparmiare l’equivalente dell’energia generata da 60 centrali a carbone di medie dimensioni e delle emissioni prodotte da 24 milioni di automobili. È l’impegno dichiarato dall’azienda Philips Lighting di fronte ai Ministri dell’Ambiente di tutto il mondo in occasione del summit Clean Energy Ministerial (CEM7), l’incontro intra ministeriale per l’accelerazione sulla decarbonizzazione svoltosi l’1 e il 2 giugno a San Francisco.

L’impegno si inserisce in una più ampia strategia “carbon neutral” che prevede la riduzione, da qui a cinque anni, della propria impronta carbonica e l’uso di energia prodotta al 100% da fonti rinnovabili entro la fine del 2016 per le proprie attività negli USA, grazie all’accordo di acquisto di energia con l’Hidalgo Wind Farm a McCook in Texas. “È gratificante produrre lampade LED e sistemi di illuminazione connessa che riducono il consumo energetico fino all’80% rispetto all’illuminazione convenzionale – ha affermato in nota Bill Bien, Head of Strategy di Philips Lighting – Ma dobbiamo essere responsabili anche della nostra impronta ecologica: è per questo che ci siamo impegnati a ridurre a zero le nostre emissioni di CO2 entro la fine di questo decennio. Al fine di riuscirci abbiamo dovuto fare un riesame interno: operations, processi e filiera. Sono felice di affermare che siamo sulla strada giusta e l’anno scorso abbiamo aumentato al 60%2 il nostro utilizzo di energie rinnovabili a livello globale”.

Una strategia a emissioni zero, quella di Philips Lighting, che vuole essere d’esempio anche per altre grandi aziende e che passa attraverso l’adesione alla campagna Global Lighting Challenge, lanciata lo scorso dicembre alla COP21 di Parigi, per la distribuzione di 10 miliardi di lampade ad alta efficienza in tutto il globo.

Print Friendly, PDF & Email