Horizon2020, per l’Italia il pareggio “vincente” nella Sfida Sociale 7

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Presentati ieri a Roma i risultati del biennio 2014-15 e le novità per il 2016-17

Nel complesso, la percentuale di successo dell’Italia è del 14.67%. Percentuale che per la prima volta si allinea con l’importo pagato dal Paese per accedere ai bandi Horizon2020”. Questa volta il pareggio può dirsi una vittoria. Maurizio Aiello, Rappresentante italiano della Configurazione SC7 in Horizon2020, descrive un’Italia che sa innovare: “Rispetto al 2014 abbiamo registrato un incremento dei finanziamenti: ci siamo nuovamente posizionati al secondo posto, ma siamo passati da un budget del 10.7 % al 14%”.

Risultati freschi presentati ieri a Roma in occasione della Giornata nazionale di lancio dei bandi 2016-17 per le Secure Societies:protecting freedom and security of Europe and its citizens organizzata a Roma da APRE.

 “Su 2909 enti partecipanti europei 309 sono stati italiani; su 528 proposte valutate abbiamo avuto 94 coordinatori italiani. Su 43 proposte vincitrici 9 sono a coordinamento italiano. Dunque le proposte che facciamo sono di buona qualità e registrano un rapporto superiore della vincita rispetto la presenza”, prosegue Aiello.

Rispetto alle call di Horizon chiuse ad ottobre 2015 l’unico aspetto su cui l’Italia dovrà lavorare sarà “la dimensione dei progetti: quelli italiani si aggirano attorno ai 300 mila euro. Bisogna dar loro più spessore”, ha sottolineato Gianluigi Consoli, Dirigente dell’Ufficio per la programmazione e promozione della ricerca in ambito internazionale, MIUR.

E non solo: rispetto al biennio 2014-15 ci sono diverse novità. Nel periodo 2016-17 sono previsti 382 mln di euro divisi in 30 topic e 5 aree, una in più rispetto all’anno scorso: la Critical Infrastructure Protection. Si potrà inviare la propria proposta per i topic delle call da marzo ad agosto del 2016 e del 2017 e stavolta i fondi non saranno distribuiti per call ma per singolo topic, in modo da ridurre la competizione interna e non avere proposte ‘doppioni’ o i cosiddetti “orphan topics” (che nel 2015 sono diminuti rispetto l’anno precedente grazie a maggior equilibrio e qualità delle proposte).

Oltre a far incontrare “bisogni paneuropei con soluzioni paneuropee”, come evidenziato da Alberto Pietro Contaretti, Programme Officer, Unit B.4, DG Migration and Home Affairs, Commissione Europea, bisognerà favorire “l’europeizzazione della domanda degli end user” considerando gli utilizzatori finali come guida dei progetti.

Infine, sono stati aggiunti criteri di eligibilità e obblighi per ogni topic, in base al numero e alla tipologia dei partecipanti, e sono stati introdotti degli introductory statement, una nomenclatura per chi propone e chi valuta le proposte che faciliti la comprensione e riduca il rigetto delle proposte.

Dunque largo spazio alle nuove idee, che, come ricordato da Marco Conti, Direttore del Dipartimento di Ingegneria del CNR, dovranno tenere in sempre maggiore considerazione la convergenza tra mondo virtuale e fisico: “L’attacco al sistema cyber non riguarda più solo l’online, ma tocca i servizi per i cittadini: dai trasporti alle smart grid”.

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Ivonne Carpinelli

Giornalista con la passione per l’ambiente e l’energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e… smartphone.