Energy and building technology: previsioni di crescita

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L’obiettivo annunciato da Bosch è quello di incrementare il fatturato del proprio settore Energia e Tecnologie costruttive dagli attuali 4,6 miliardi di euro a 8 miliardi nel 2020; mentre, per i servizi alle aziende, di generare 1 miliardo di euro sempre entro il 2020.

Gli intenti della multinazionale certificano il trend di sviluppo atteso dal mercato per comparti quali l’edilizia, la domotica e lo smart building. Gli edifici esistenti, infatti, rappresentano il 40% del consumo globale di energia (Industria: 32%; Trasporti: 28%) e quindi offrono un grande potenziale per il risparmio energetico, “basti pensare che attualmente il 75% dei sistemi di riscaldamento installati nelle abitazioni non sono efficienti”, come descritto in una nota della società che prosegue:

Bosch è leader mondiale nel settore dei sensori microelettromeccanici (MEMS). Nel 2013 l’azienda ne ha prodotti un miliardo e per quest’anno è previsto un ulteriore aumento del 30%. Per dare un’idea della diffusione, oggi, uno smartphone su due è dotato di sensori Bosch. Questi sensori intelligenti rappresentano un elemento fondamentale del progresso tecnologico, sono infatti dotati di un’interfaccia radio e di un microcontroller che consentono di trasmettere dati via Internet, per esempio a dispositivi mobili. Che si parli di guida automatica, di casa intelligente, di trasporti o di logistica, si sta sviluppando una nuova qualità di comfort, di sicurezza e di efficienza, Bosch sta dunque creando le condizioni per consentire questa svolta attraverso lo sviluppo  di soluzioni avanzate e l’integrazione di nuovi software”.

Ne è un esempio il progetto pilota di Bosch nel Principato di  Monacocon l’obiettivo di rendere la città interconnessa. Il progetto verterà inizialmente sulla mobilità, le infrastrutture della città e dei servizi pubblici (reti di autobus, gestione parcheggi, raccolta rifiuti, lavori stradali) saranno collegate in rete fornendo ai residenti tutte le informazioni utili in tempo reale, per poi rendere Monaco quasi totalmente interconnessa entro il 2015”.

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