Boeing: rotta verso il green diesel

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boeginRidurre i costi e le emissioni di CO2 del trasporto aereo. Prosegue il percorso avviato da Boeing, uno dei big player dell’industria aerospaziale, nel 2005 con l’obiettivo di introdurre carburanti sostenibili nel mondo dell’aviazione commerciale.
Secondo i test effettuati dalla società, l’utilizzo del green diesel (carburante rinnovabile da non confondere con il biodiesel) consentirebbe la riduzione del 50% delle emissioni di biossido di carbonio rispetto ai carburanti fossili attualmente impiegati. Al momento la produzione mondiale di green diesel – impianti operativi si trovano negli Usa, in Europa e a Singapore – potrebbe soddisfare fino all’1% della domanda globale di carburante per aviazione commerciale: si tratta di circa 6 milioni di galloni, rispetto ai 600 milioni totali.
La società è al lavoro insieme alla Federal Aviation Administration e ad altri stakeholder del settore per ottenere l’approvazione per gli aerei a volare con green diesel. Il fine ultimo, spiega la società, è di arrivare a un accordo che consenta una combinazione di fino al 50% di biocarburanti nelle specifiche internazionali del carburante per aerei.
Ai benefici ambientali si aggiungono anche quelli economici. Secondo i dati IATA, nel 2013 il costo sostenuto per i rifornimenti a livello mondiale è stato di circa 214 miliardi di dollari: 4 miliardi in più del 2012 e ben 5 volte la spesa del 2003.
Il green diesel, sottolinea Boeing, presenta un costo competitivo con i carburanti tradizionali (circa 3 $/gallone) anche grazie agli incentivi governativi statunitensi. L’implementazione di una miscela più verde, quindi, non comporterebbe un aumento dei costi che lo scorso anno hanno pesato per il 31% sul totale delle spese operative e, di conseguenza, sulle tariffe dei biglietti aerei.
Resta da vedere se si raggiungerà l’auspicato accordo. Le premesse, però, sembrano positive visto che l’Unione europea ha fissato al 3-4% (circa 2 milioni di tonnellate/anno) il target al 2020 per i biocarburanti nel settore avio (il Biofuels Flightpath project) mentre l’autorità tedesca Aireg punta a raggiungere il 10% nel 2025.

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