Banca Mondiale: la mancanza di acqua influirà sull’economia globale

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La riduzione della disponibilità di acqua dolce, legata agli effetti del cambiamento climatico, potrebbe avere ripercussioni anche in ambito economico in virtù del ruolo centrale di questa risorsa in numerose attività produttive. A dirlo è un report della Banca Mondiale secondo cui a essere più colpito, come riporta la Reuters che dà la notizia, potrebbe essere il Medio Oriente che potrebbe vedere il suo PIL scendere di una percentuale del 14% entro il 2050 se non vengono prese delle misure per favorire efficienza della gestione idrica e per promuovere l’adozione di tecnologie per la desalinizzazione e il riciclo dell’acqua. 

Quando prendiamo in considerazione i principali impatti dei cambiamenti climatici, in un modo o nell’altro vediamo che sono legati all’impiego di acqua, che si tratti di siccità, inondazioni, tempeste, livello di aumento del mare” afferma Richard Damania, economista della Banca Mondiale e autore del report, come si legge sul sito della Reuters. La carenza di questa risorsa, “al centro dell’attività economica “  ha aggiunto lo studioso potrebbe avere ripercussioni negative in settori come agricoltura ed economia. 

Dal report emerge, inoltre, come la scarsità di acqua dolce non avrebbe lo stesso impatto in tutto il mondo. Secondo i modelli di previsione, infatti, le economie dell’Europa Occidentale e del Nord America sarebbero probabilmente risparmiate, mentre i colpi più duri sarebbero accusati dalle economie  di Cina e India. Nella fascia del Sahel, inoltre, che si estende attraverso l’Africa nella zona sottostante il Sahara,  il PIL potrebbe scendere dell’11% per la mancanza di acqua dolce. Al contrario risultati positivi potrebbero essere registrati in Asia Centrale, con una crescita del PIl dell’11% entro il 2050. 

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