Aumenta la percentuale dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato: nel 2014 su 2.929.953 ton prodotte – pari a 657 kg/ab – è stato recuperato il 58,2%, equivalente a 1.706.609 ton, due punti percentuali in più rispetto l’anno precedente. Risultato che, però, è mitigato dalla disparità tra i comuni: c’è chi supera il 65% e chi non raggiunge il 35%, passando da valori al di sotto dei 200 kg/ab di Parma agli oltre 350 kg/ab di Forlì-Cesena.
Questi i dati del rapporto “La gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna, Report Rifiuti 2015” pubblicato sul portale Dati ambientali della Regione Emilia Romagna. Un quadro sintetico dello stato dell’arte della gestione dei rifiuti urbani e speciali che riunisce le informazioni raccolte dall’Ispra, dall’Arpa e dai Comuni tramite ORSo, il sistema che permette l’informatizzazione e condivisione dei dati. Obiettivo dello strumento quello di individuare le criticità del sistema e orientare l’azione delle amministrazioni.
Bilancio positivo, poi, per la composizione merceologica dei rifiuti urbani: si raccolgono soprattutto verde (94 kg/ab), carta e cartone (81 kg/ab), umido (59 kg/ab), vetro (35 kg/ab), legno e plastica (entrambe 30 kg/ab). Il sistema di raccolta più adoperato resta quello dei cassonetti in cui confluisce il 35% della differenziata, seguono i centri di raccolta, che ne intercettano il 29%, e il sistema porta a porta, con il 17%.
Anche i quantitativi di rifiuti speciali recuperati e smaltiti sono cresciuti: nel 2013 sono state gestite 13.668.216 ton, + 9% complessivo rispetto l’anno precedente e 94% non pericolosi, e le operazioni di recupero hanno registrato un +7% mentre quelle di smaltimento un +15%. La porzione principale di questi scarti è stata prodotta dalle operazioni di costruzione e demolizione in edilizia e da impianti di trattamento dei rifiuti e delle acque reflue.
Nonostante l’esito postiivo esistono ancora margini di miglioramento: la produzione di rifiuti urbani nel 2014 è stata maggiore dell’anno precedente, anche a causa dell’intercettazione dei rifiuti speciali assimilati. Seppure il grado di conoscenza e consapevolezza collettivo stia maturando con le campagne informative, esistono lacune su cui lavorare per migliorarne la capacità di recupero dei materiali. Ruolo centrale per il raggiungimento dell’obiettivo l’avrà il nuovo Piano regionale per i rifiuti.
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