“Strategici solo di nome”: l’affondo della Corte dei Conti UE sui progetti per le materie prime

Riciclo quasi inesistente per materiali chiave come litio e gallio, mentre i progetti strategici restano al palo per mancanza di fondi

“Mentre i discorsi su risorse, dipendenze e commercio riempiono le notizie, il nostro audit mostra che l’UE ha ancora un modo per garantire l’approvvigionamento di materiali essenziali per la nostra economia.” così Keit Pentus-Rosimannus, ECA Member apre la conferenza stampa della Corte dei conti europea sulla fornitura da parte dell’UE di materie prime essenziali per la transizione verde lavori.

Ad oggi l’Europa importa 26 materiali necessari per la transizione energetica, di cui su 10 materie dipendiamo totalmente dalle importazioni. “La situazione non è molto meglio per molti altri materiali. Ciò ci rende vulnerabili e scredita il nostro obiettivo di essere forti, potere geopolitico indipendente”.

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Nel complesso emerge che gli sforzi di diversificazione delle importazioni non stanno producendo risultati. A causarlo anche delle difficoltà di natura finanziaria, giuridica e amministrativa che ostacolano i progressi nella produzione nazionale. Infine non c’è ancora abbastanza sostituzione o riciclaggio.

“Il tema non è solo il riciclo” afferma nel corso della conferenza Keit Pentus-Rosimannus “ma che siano materiali aggregarti, quindi il processo stesso è complesso” rimarcando quinci come l’EU debba essere pronta e lavorare da oggi sulle ipotesi di smaltimento e recupero. “Sappiamo ora che i rifiuti delle tecnologie fotovoltaiche aumenteranno molto nel 2040 o 2050” quindi suggerisce, perchè non prepararsi da ora a con tecnologie in grado di gestire lo smaltimento di milioni di tonnellate di questo rifiuto e magari riusarlo?

I risultati dell’azione dell’UE sulle materie prime critiche visto dal report della Corte dei Conti europea

Il rapporto esamina il risultato degli sforzi della Unione rispetto i piani per ridurre la vulnerabilità rispetto l’approvvigionamento di materie prime critiche.

Quello che emerge è che la sostituzione delle materie prime critiche non è sufficientemente disciplinata dalla normativa UE. Inoltre lo stato dell’arte evidenzia un probabile ritardo nei piani nazionali di circolarità.

“I materiali di cui abbiamo bisogno per la transizione energetica non vengono affatto riciclati e la maggior parte degli obiettivi dell’UE in vigore non ne incentivano il riciclaggio” sottolinea l’ECA Member che rimarca come “la  maggior parte degli obiettivi dell’UE in vigore non incentivano il riciclaggio di materiali specifici e individuali”. Inoltre è stato evidenziato come il numero di materiali valutati è aumentato dal 2011.

Il mosaico di obiettivi dell’UE in materia di riciclaggio, recupero e raccolta dei rifiuti
Il mosaico di obiettivi dell’UE in materia di riciclaggio, recupero
e raccolta dei rifiuti

“Dei 26 materiali necessari per la transizione energetica” si legge nel report “sette presentano un tasso di riciclaggio compreso tra l’1 % e il 5 % e dieci (compresi litio, gallio e silicio metallico) non sono affatto riciclati”.

UE: bassi tassi di riciclaggio per le materie prime critiche e strategiche

Il perché è da ricercare soprattutto negli elevati costi di lavorazione, nella disponibilità limitata di materiali, e nelle questioni tecniche e normative che “rendono il settore del riciclaggio dell’UE meno competitivo”.

Due bandi dedicati alle materie prime critiche

I “progetti strategici” pensati dall’UE ad oggi non hanno fondi destinati. Quindi sono “strategici solo di nome“. Ad oggi sono stati stanziati fondi solo per due bandi sul tema di cui sottolinea la Pentus-Rosimannus “improbabile che forniscano una fornitura entro il 2030”. Su questo piano è incoraggiante che la Commissione abbia lanciato il piano d’azione ResourceEU “che mira ad affrontare una serie di questioni sollevate nella nostra relazione“.

La maggior parte dei progetti strategici si trova ancora nelle prime fasi dello sviluppo
La maggior parte dei progetti strategici si trova ancora nelle
prime fasi dello sviluppo

Progetti strategici non-UE i paesi coperti

| Progetti strategici non-UE – paesi coperti

 


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Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.