Il deserto del Namib si trasforma nel centro propulsore della transizione energetica africana. Con l’avvio delle attività industriali presso il sito di Walvis Bay, la Namibia segna un traguardo storico realizzando il primo complesso del continente dedicato sia alla generazione che alla distribuzione diretta di idrogeno verde. L’opera, sviluppata su una superficie di ventisei ettari, concretizza una visione strategica nata da un’alleanza internazionale finalizzata a decarbonizzare i trasporti pesanti e la rete logistica dell’intera regione.

Alleanza industriale tra Europa e Africa
L’infrastruttura fa capo a Cleanergy Solutions Namibia, entità fondata grazie a una partnership paritaria tra la realtà industriale locale Ohlthaver & List e il gruppo navale belga Cmb.Tech, controllato da Compagnie Maritime Belge. Il percorso culminato nell’inaugurazione del sito ha preso il via con gli accordi stipulati nel corso del 2021, arrivando alla piena operatività della struttura nella seconda metà del 2025. L’iniziativa rappresenta una convergenza di capitali e competenze volto a valorizzare le risorse ambientali del Paese.
Tecnologia solare ad alta efficienza e continuità produttiva
L’impianto si estende su oltre sei ettari e mezzo e conta circa novemila moduli fotovoltaici bifacciali di classe industriale, con una potenza unitaria compresa tra i 550 e i 600 watt-picco per una capacità complessiva di 5 megawatt-picco. I pannelli sono integrati su strutture ad inseguimento solare monoassiale che ruotano lungo l’asse est-ovest, garantendo il massimo assorbimento delle radiazioni solari durante tutta la giornata.
Per mantenere costante il processo produttivo anche nelle ore notturne, il complesso impiega un sistema di accumulo a batterie di classe Bess dalla capienza di 5,9 megawattora, il quale immagazzina l’eccedenza diurna e garantisce la continuità dei cicli di elettrolisi.
H2 verde, capacità erogativa ed equivalenza energetica
Attualmente il sito garantisce una resa giornaliera compresa tra i 600 e i 900 chilogrammi di idrogeno pulito, ma la tabella di marcia prevede un’espansione graduale diretta al raggiungimento di una quota di 2 mila chilogrammi al giorno. Per soddisfare tale incremento, l’area solare verrà ampliata fino a superare i cento ettari con l’installazione di un totale stimato tra i 170 mila e i 180 mila pannelli. In termini di rendimento energetico applicato ai veicoli con motorizzazione dual-fuel, un singolo chilogrammo di idrogeno equivale all’incirca a tre litri e mezzo di benzina tradizionale, mentre nei propulsori a gasolio la corrispondenza è stimata in circa due litri e otto decimi.
Applicazioni logistiche e capitale umano
L’idrogeno erogato presso la stazione del complesso è destinato a un piano pilota per la mobilità sostenibile che coinvolge i camion della flotta industriale, i pullman del trasporto pubblico, i macchinari di movimentazione del porto di Walvis Bay, i locomotori della rete TransNamib e diverse navi a doppia alimentazione. Parallelamente alle strutture produttive, il sito ospita la Hydrogen Academy, un centro formativo pensato per istruire maestranze locali nella conversione dei veicoli a combustione interna verso sistemi idrogeno-diesel e nella gestione delle nuove tecnologie.
Namibia: sviluppo economico ed esportazioni globali
L’iniziativa si inserisce nel più ampio piano gestito dal progetto Hyphen, destinato a trasformare la struttura economica della nazione. Oltre a rafforzare la rete elettrica nazionale con fonti rinnovabili, il programma sosterrà la potabilizzazione dell’acqua di mare tramite dissalatori e promuoverà l’industria chimica a impatto zero per la sintesi di ammoniaca e nitrati. L’esportazione verso i porti strategici di Amburgo e Rotterdam dell’ammoniaca prodotta è programmata tra la fine del 2028 e i primi mesi del 2029, consolidando la posizione della Namibia come fornitore di energia pulita verso i mercati dell’Unione Europea.
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