
Il Paese, povero di fonti fossili ma ricco, in compenso, di fonti alternative, sta convertendo la propria economia e, al contempo, estendendo l’accesso all’energia in tutto il Paese. Negli ultimi anni si è più che raddoppiata la produzione da fonti alternative (dieci anni fa ammontava al 25%) rendendo più stabile ed estesa l’infrastruttura energetica: nel 2015 l’80% della popolazione ha avuto accesso all’energia contro il 47% del 2001. In passato si sono costruiti impianti idroelettrici, geotermici ed eolici sfruttando le risorse naturali (i 19 vulcani, la ventosità della zona del Lago Nicaragua); in futuro si punta a installare piccoli centri off-grid che servano soprattutto le zone periferiche. Un bilancio positivo quello degli ultimi anni che conta circa 1,5 mld di dollari di investimenti stranieri, nuovi posti di lavoro e un numero più esiguo di black out nel Paese.
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