La plenaria del Parlamento europeo ha votato ieri 13 novembre la proposta di modifica della legge europea sul clima. Con la votazione è stato introdotto l’obiettivo climatico netto del 90% entro il 2040 compreso l’utilizzo fino al 5% di crediti internazionali e clausole di revisione. Le tre istituzioni –Consiglio, Parlamento e Commissione– devono ora negoziare l’accordo finale in trilogo.
Nonostante il voto abbia confermato il testo precedentemente concordato dalla commissione Envi, molti deputati del PPE hanno rotto i ranghi votando contro la relazione e presentando emendamenti per indebolire l’obiettivo e ritardare ulteriormente l’avvio dell’ETS2.
L’accordo è quindi frutto di un compromesso con il PPE. Secondo Renew, S&D e i Verdi il testo è “fortemente annacquato” e “meno ambizioso” della proposta della Commissione ed estremamente vicino alla posizione del Consiglio concordata la scorsa settimana.
“Il voto di oggi segna una pietra miliare importante: il Parlamento europeo ha approvato l’emendamento alla legge sul clima che fissa un obiettivo per il 2040 di riduzione netta delle emissioni del 90%, nonostante la resistenza ideologica dell’estrema destra e di parti dei conservatori” ha commentato Sven Harmeling, responsabile del clima presso CAN Europe. “Tuttavia, i compromessi raggiunti dagli Stati membri e in seno al Parlamento hanno ulteriormente indebolito la proposta originaria della Commissione, che era già insufficiente. Tuttavia, con un forte sostegno a una rapida espansione delle energie rinnovabili e all’eliminazione graduale dei combustibili fossili, e un approccio socialmente giusto, rimane l’opportunità di modellare la necessaria trasformazione in modo rapido e con successo attraverso un ampio consenso.”
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