
Nel settembre di quest’anno, diversi produttori hanno immesso sul mercato lampadine certificate Energy Star (il programma ad adesione volontaria promosso dall’agenzia americana Epa) che hanno superato i 100 lumen per watt. Per dare un’idea dei numeri in gioco, le tradizionali lampadine a incandescenza avevano una luminosità di circa 13-18 lumen per watt.
I numerosi programmi per il supporto dell’efficienza energetica, inoltre, hanno contribuito a diminuire drasticamente il prezzo di questi dispositivi che, sebbene rappresentino ancora oggi l’opzione più onerosa, si ripagano grazie ai ridotti consumi energetici e alla lunga durata che ne abbatte i costi di manutenzione. Secondo le stime presentate da Energy Star, tra il 2011 e il 2013 gli sponsor che hanno aderito al programma di efficienza energetica hanno speso ogni anno circa 400-470 milioni di dollari per incoraggiare l’adozione dei prodotti di illuminazione qualificati dal programma (che non includono solo i Led ma anche le lampade fluorescenti compatte e altre soluzioni efficienti).
Un’ulteriore conferma della solidità del settore e la rapida espansione che questo va vivendo, viene dai dati relativi alle vendite di lampade Led passate nello stesso periodo (2011-2013) da circa 9 milioni di unità a più di 45 milioni, raggiungendo una quota di mercato del 2,3%. Le vendite di lampade compatte fluorescenti (Cfl), invece, si sono stabilizzate sui 300 milioni di unità a partire dal 2011, mantenendo la quota di mercato che ha oscillato tra il 15% e il 20%.
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