
All’epoca, il ministero si costituì parte civile nell’inchiesta per i danni ambientali causati dal naufragio e rese possibili le attività di rimozione e smaltimento del relitto, nonché le attività di pulizia e ripristino ambientale dei fondali danneggiati. Fu anche istituito un Osservatorio, ad oggi esistente, al quale parteciparono rappresentanti del Mite, Ispra, Arpat Toscana e degli enti locali interessati.
Gli interventi effettuati
Sia la rimozione del relitto, che le operazioni di ripristino dei fondali hanno richiesto interventi molto complessi, di cui alcuni ancora in corso. A parte i due anni per l’allontanamento del relitto, sono stati necessari tre anni per la pulizia dei fondali e cinque per gli interventi di restauro ambientale, ancora da terminare.
I risultati ottenuti
Sono state rimosse le cause della perdita di posidonia grazie ai trapianti fatti nel 2016 e nel 2019, analoga situazione per le gorgonie che stanno tornando alla loro condizione naturale.
L’Osservatorio ha verificato l’attuazione delle misure finalizzate a mitigare gli effetti sull’ambiente dell’isola del Giglio previste dal “Piano di recupero ambientale e di monitoraggio a lungo termine”. I risultati delle attività svolte per il ripristino ambientale saranno presentati il 13 gennaio prossimo, presso l’Isola del Giglio, alla cerimonia di commemorazione del tragico naufragio.
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