
Tra le imprese che hanno visto un aumento del fatturato negli ultimi 2 anni una su due (49%) è fortemente impegnata nella messa a punto di pratiche sostenibili, mentre questa percentuale scende a una su cinque (20%) tra le aziende che hanno registrato un fatturato stagnante o in flessione.
Il successo sembra essere duraturo difatti il 90% delle imprese dichiara di avere in programma ulteriori iniziative e progetti in quest’ambito e la maggioranza delle aziende (60%) è intenzionata ad aumentare ulteriormente l’investimento in sostenibilità, in termini di risorse economiche, umane e di tempo dedicate a questo aspetto.
Le aziende italiane oggetto della ricerca mostrano una maggiore familiarità con il concetto di sostenibilità, con il 71% del campione che dichiara di farla rientrare all’interno delle strategie aziendali, e il 74% delle imprese che prevede invece nel proprio organico un responsabile della sostenibilità.
Tra le iniziative più gettonate erge in ordine di rilevanza: l’impiego di materie riciclate e l’utilizzo di tecnologie a minore impatto ambientale (entrambe a 77%), la progettazione di soluzioni di imballaggio più ecologiche (70%) e la riduzione dell’impiego di materie prime vergini (64%).
Mentre tra le azioni promosse nei confronti dei dipendenti sono segnalate: la promozione della raccolta differenziata (85%), la riduzione dei consumi energetici (83%), dell’uso di carta (81%) e dei rifiuti (80%).
Ma non solo benefit, l’implementazione di nuove attività, sopratutto così innovative, evidenzia anche alcuni aspetti negativi, tra i maggiormente segnalati abbiamo: il deficit di competenze, le difficoltà nella misurazione quantitativa dei reali benefici apportati e i tempi di attuazione troppo lunghi di queste iniziative.
Oltre la ricerca lo stesso Rapporto evidenzia come il recupero e l’avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio sia economicamente vantaggioso; difatti contro un costo di sistema di 477 milioni di euro, i benefici economici diretti nel 2014 sono pari a 891 milioni di euro, tra valore della materia prima seconda generata, valore economico dell’energia prodotta e indotto economico generato dalla filiera.
L’industria del riciclo infine non dimentica di valutare l’impatto sull’occupazione valutando per l’intero settore circa 37.000 occupati, di cui 18mila addetti impiegati nella sola gestione dei rifiuti di imballaggio.
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