Il GSE compie vent’anni

"La nostra energia per il futuro”, l'evento del GSE a vent'anni dalla sua nascita

 

Ha fatto le cose in grande il GSE (Gestore Servizi Energetici) per autocelebrare ieri il suo ventennale. Il contesto è sontuoso: il Cavalieri Waldorf Astoria a Monte Mario.

Era il 1° novembre del 2005 quando, sulla scia della liberalizzazione del mercato elettrico, è stato creato il GSE S.p.A. come lo conosciamo oggi, una società per azioni interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La celebrazione si estende anche all’operato del 2025: “È un evento che abbiamo fortemente voluto per condividere insieme i risultati dell’anno, e sono risultati ascrivibili al contributo di ciascuno. Si fa riferimento, quando si parla del Gse, all’importante dotazione finanziaria: 16 miliardi di euro riconosciuti nel 2025, e 4 miliardi e mezzo riconosciuti a titolo di Pnrr”, ha dichiarato l’AD del GSE Vinicio Mosè Vigilante.

Il Gse afferma di aver realizzato un significativo cambio di passo nel suo operato, che ora si distingue, rispetto al passato, per maggiore efficienza, snellezza, semplificazione e vicinanza ai cittadini.

Ad apertura lavori, il presidente del Gestore dei Servizi Energetici Paolo Arrigoni tiene a sottolineare il ruolo del Gse come braccio operativo del Governo. E infatti è presente in sala il titolare del Mase Gilberto Pichetto Fratin, che saluta la platea con un richiamo al Green Deal europeo, con una critica al meccanismo d’azione imposto dall’Unione Europea: un continuo alzare l’asticella salvo poi non poterci più arrivare.

La critica non è nuova: l’approccio iniziale era totalmente ideologico, con obiettivi sulla carta ma senza una solida base di fattibilità. Posizioni che hanno finito per causare un autogol europeo, per cui il Vecchio Continente rischia di viaggiare col freno a mano tirato rispetto alla competizione globale. Oggi, continua il titolare del Mase, è in atto un notevole cambio di impostazione dovuto a una presa di coscienza. Nello scontro tra ideologia e realpolitik si celano in fin dei conti interessi nazionali specifici. Due gli esempi citati:

  1. Nucleare francese. La fermezza della Francia agli ultimi negoziati europei sulle emissioni deriva dal suo interesse strategico di massimizzare la vendita della propria energia nucleare agli stati limitrofi come l’Italia.
  2. Automotive. Dietro la severità sulle auto a combustione c’era anche il possibile interesse di forzare un cambio di paradigma produttivo a vantaggio di altri settori.

“In Europa ci sono 27 paesi e ognuno ha la propria caratteristica. E non è neanche totalmente una questione di colore o di appartenenza. È una valutazione tra una parte molto ideologizzata, e un’altra legata a interessi nazionali”, ha concluso Pichetto Fratin.

Da Sin Pichetto Fratin Arrigoni Vigilante
Da sin, Pichetto Fratin, Arrigoni, Vigilante

2025: anno di cambiamenti

Il 2025 è stato un anno di profonda trasformazione per il Gse e per l’intero sistema energetico italiano, caratterizzato da un cambiamento accelerato e ineludibile.

Nel 2024, la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ha raggiunto un livello equivalente a quella generata da turbogas. Eppure, la dipendenza energetica rimane un problema, con circa il 18% dell’energia elettrica ancora importata. Diventa quindi imperativo rafforzare la capacità di generazione interna per garantire sicurezza, autonomia e competitività.

L’Italia ha superato a ottobre 2025 la soglia di 81 GW di capacità rinnovabile installata, in traiettoria con gli obiettivi Pniec 2030, e ha anche raggiunto oltre 2 milioni di impianti fotovoltaici in esercizio (2.056.000 impianti). Un elemento coerente con la diffusione di produzione distribuita e del ruolo crescente di famiglie e imprese che diventano prosumer (produttori e consumatori).

Il sistema energetico sta mutando non solo nella produzione, ma anche nei consumi, con una domanda elettrica destinata a crescere, trainata dall’elettrificazione di case e trasporti e dallo sviluppo dei data center. Questo rende essenziale lo sviluppo di sistemi abilitanti come reti intelligenti e sistemi di accumulo.

Sul supporto ai cittadini, autoconsumo e comunità energetiche, il presidente Paolo Arrigoni ha commentato: “In questo scenario, il Gse, braccio operativo del governo, entra in gioco nello svolgere un ruolo sempre più essenziale, che è quello di supportare cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, garantendo loro l’accesso agli incentivi, sostenendo l’efficienza energetica in tutti i settori, sostenendo la diffusione delle rinnovabili e dell’autoconsumo anche attraverso le comunità energetiche, sostenendo le nuove forme di flessibilità, accompagnando nuovi modelli sociali e industriali”.

Peccato non si sia saputo di più sul rinvio a strumenti nazionali dei fondi PNRR residui destinati ai nuovi impianti Cer, dopo il controverso taglio di circa un miliardo di euro a novembre.

Il costo degli incentivi

Con l’iniziativa “Energy Release”, pensata per le industrie energivore, l’obiettivo è di fornire energia a basso costo, pari a 65 euro per MW, quasi la metà del prezzo medio di mercato di circa 120 euro per MW. In cambio di questo prezzo agevolato, i destinatari sono tenuti a realizzare investimenti nelle fonti rinnovabili.

Ma la domanda è: quanto gravano queste misure sulle nostre bollette?  Lo spiega l’AD del Gse Vinicio Mosè Vigilante:12 miliardi di euro sulla bolletta degli italiani servono per ripagare gli investimenti fatti in passato sulle fonti rinnovabili. La grande novità è che da qualche anno a questa parte, e soprattutto in quest’ultimo periodo, i meccanismi sono molto più evolutivi”.

La novità è che i meccanismi di incentivazione più recenti e avanzati non solo non graverebbero più sulle bollette, ma sarebbero addirittura concepiti col fine di generare ricavi per il sistema.

Un esempio è la procedura FerX Transitorio, che incentiva circa 8000 MW di fotovoltaico tramite il meccanismo dei contratti per differenza. Un meccanismo che permette al sistema di accumulare un credito stimato in 450 milioni l’anno, e che contribuirà a ridurre il costo in bolletta.

Tuttavia, sebbene si preveda che gli oneri per gli incentivi storici potranno diminuire in prospettiva, non è detto che la bolletta complessiva diventi meno pesante. Le dinamiche future dei costi dipenderanno da come si riuscirà a gestire il crescente fabbisogno energetico trainato dall’incremento dei data center e dalla mobilità elettrica.

Gse

Uno sguardo al 2026

Il Gse ha intrapreso nel 2025 un’attività propedeutica al 2026.  Sette iniziative volte a realizzare obiettivi di efficienza, con nuovi incentivi e capacità gestionali.

  1. Nuovo Conto Termico 3.0: con scadenza prevista il 7 gennaio 2026, sono state predisposte nuove regole e piattaforme operative
  2. Certificati Bianchi: in via di pubblicazione le nuove regole operative per il 2026
  3. Mppa: Garante di ultima istanza. Messa a terra di nuovi strumenti regolatori
  4. Energy Release: assegnazione dei volumi e avvio della fase contrattuale.
  5. Pnrr: aggiornamento misure PNRR da avviare in logica Facility sull’integrazione tra strategia nazionale e fondi europei
  6. Nuova Transizione 5.0: preparazione di una nuova misura che definisce le aree di miglioramento e le prime attività di attuazione. Apertura portale il 1° gennaio 26.
  7. M7 /17 & M7 /19: una raccolta di iniziative dedicate all’efficientamento dell’edilizia pubblica residenziale e programmi di formazione per enti locali.

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Consulente e ricercatrice freelance in ambito energetico e ambientale, ha vissuto a lungo in Europa e lavorato sui mercati delle commodity energetiche. Si è occupata di campagne di advocacy sulle emissioni climalteranti dell'industria O&G. E' appassionata di questioni legate a energia, ambiente e sostenibilità.