crisi climatica

Da un monitoraggio sulla campagna elettorale diffuso lo scorso 14 settembre da Greenpeace Italia, realizzato dall’Osservatorio di Pavia, Istituto di ricerca specializzato nell’analisi della comunicazione, risulta che: la crisi climatica è la grande assente dai discorsi dei leader politici italiani. 

Infatti, nonostante gli eventi estremi che caratterizzano il nostro Paese, viene citata in meno dello 0,5% delle loro dichiarazioni riprese dai principali telegiornali.

Lo studio

Lo studio dell’Osservatorio di Pavia è stato condotto analizzando le dichiarazioni dei principali leader politici quali: Berlusconi, Bonelli, Bonino, Calenda, Conte, Della Vedova, Di Maio, Fratoianni, Letta, Meloni, Renzi, Salvini, Speranza e Tajani nelle edizioni in prima serata dei principali telegiornali generalisti e nei talk show politici trasmessi da Rai, Mediaset e La7, nel periodo fra il 21 agosto e il 4 settembre. Sui social media, sono stati invece monitorati i 14 account Facebook dei leader.

Considerando i telegiornali e i post Facebook, l’ambiente è presente in poco più del 10% delle dichiarazioni analizzate. 

Nei talk show il tema è affrontato nell’80% delle puntate

Nei talk show invece, le tematiche ambientali sono affrontate nell’80% delle puntate, ma spesso vengono appena accennate e sono affrontate come politiche economiche per affrontare la crisi energetica. 

Il quadro dominante riguarda i temi del caro gas e caro bollette, i tempi di realizzazione e i costi delle varie tipologie di impianti energetici, ma quasi mai si parla della crisi climatica e dei suoi impatti sull’ambiente e sulle persone. 

Nei telegiornali, le dichiarazioni sulla crisi climatica sono appena il 3,8% di quelle sull’ambiente e meno dello 0,5% sul totale delle dichiarazioni. 

Migliora la situazione nei talk show, dove la crisi climatica è citata nello 7,8% dei discorsi a tema ambientale, pari a circa lo 0,2% di tutti i post pubblicati.

“Quella che si sta per concludere è un’estate che sarà tristemente ricordata per la frequenza e la violenza degli eventi climatici estremi a cui abbiamo assistito o continueremo ad assistere in Italia. Eppure, questa drammatica emergenza sembra non interessare affatto molti dei leader politici che si candidano a guidare il Paese”, dichiara Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia. 

È quanto si desume ad esempio dalla scarsissima attenzione che, seppur con le dovute differenze, i leader riservano proattivamente alla crisi climatica, come dimostra la percentuale davvero minima di post Facebook dedicati al tema. È invece urgente che la nostra classe politica prenda finalmente atto che i cambiamenti climatici non portano con sé conseguenze devastanti solo dal punto di vista ambientale, ma provocano vittime, generano perdite economiche e accelerano altre crisi come quella alimentare”.

Mentre dividono alcune soluzioni sulla crisi energetica come i rigassificatori o il nucleare di nuova generazione, invece, il tema degli investimenti e l’accelerazione sulle rinnovabili, accomuna la maggior parte dei partiti.

“Sembrerebbe che, a parole, gran parte del panorama politico italiano abbia compreso quanto sia fondamentale per il nostro futuro puntare massicciamente su una rivoluzione energetica che metta al centro forme di energia pulite e rinnovabili, come l’eolico e il solare. Non sappiamo però se questo trend sia dovuto a una reale convinzione o a puro greenwashing elettorale. Ma se il nuovo Governo non darà seguito alla prova dei fatti, oltre a non rispondere alla crisi climatica, rischieremo anche di perdere le opportunità di sviluppo che la transizione rinnovabile offre”, conclude Onufrio.

Al seguente link lo studio integrale

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