
Il funzionamento dei cloud data center richiede, infatti, grossi dispendi di energia per la costante necessità di raffreddamento, legata all’elevata quantità di calore emessa e finalizzata ad evitare blocchi, e incide in maniera significativa sui consumi di energia richiesta e allo stesso tempo sul quantitativo di sostanze inquinanti prodotte. Per ovviare a questo tipo di problematiche Microsoft ha pensato di trasferire i data center sul fondo del mare in modo da sfruttare le basse temperature delle profondità marine.
I vantaggi ottenuti sarebbero, inoltre, legati a una riduzione delle distanze che i dati devono percorrere, con miglioramenti in termini di manutenzione e gestione, considerato che la metà della popolazione mondiale è collocata nel raggio di 200 Km dalle coste, come spiega l’azienda.
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