
Questo l’allarme dell’Onu lanciato lo scorso 20 marzo, alla vigilia della Giornata internazionale delle foreste, che ha riportato l’attenzione sull’importanza delle foreste le quali, oltre ad essere i più grandi raccoglitori di CO2 dopo gli oceani, sono anche la fonte di cibo, alloggi, reddito e carburante per circa 1,6 miliardi di persone e dei tre quarti dell’acqua dolce del Pianeta.
Numerosi, infatti, gli effetti negativi determinati dalla deforestazione: la riduzione dei meccanismi di evapotraspirazione, l’alterazione nella formazione delle nubi, nella dinamica delle precipitazioni e nei prolungamenti delle stagioni secche, e la diffusione dei processi di aridificazione. Ecco perché alla lotta per la deforestazione si lega quella per il cambiamento climatico, tematica alla quale quest’anno è dedicata la Giornata delle foreste.
Tra le soluzioni proposte per uscire da questa impasse c’è quella di Antonio Nicoletti, responsabile aree verdi di Legambiente:”Occorre dare alle foreste un ruolo sociale. Un processo di certificazione della qualità del legno, ad esempio, potrebbe aiutare questo Paese, e anche gli acquisti verdi delle pubbliche amministrazioni dovrebbero passare attraverso la qualità dei nostri prodotti. Invece oggi, paradossalmente, anche la legna da ardere proviene dall’estero”.
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