Imprese biotechAlla fine del 2020 le imprese del biotech in Italia erano 721, in crescita rispetto all’anno precedente seppur a dei tassi più lenti rispetto a quelli registrati fino al 2016. Il dato sul fatturato totale delle imprese mostra un leggero calo nel 2019 rispetto al 2018, che si è attestato sugli oltre 11 miliardi di euro.

L'evoluzione del comparto biotech

Questi sono i dati emersi dal rapporto annuale Assobiotec-Federchimica ed EneaLe imprese di biotecnologia in Italia. Facts&Figures – Aggiornamento congiunturale 2021“, presentato ieri 6 luglio. Si rileva invece un deciso aumento per quanto riguarda il fatturato biotech delle imprese a capitale italiano specializzate nella R&S biotecnologica, che nel 2019 è cresciuto di oltre il 23%. Cresciuti anche gli investimenti in R&S intra-muros, salito nel 2019 dell’11,4% rispetto all’anno precedente e del 46,7% rispetto al 2014.

Le imprese a controllo italiano che destinano almeno il 75% dei propri investimenti in R&S alla ricerca nelle biotecnologie vedono la stessa crescita. Stessa dinamica per gli addetti a questo comparto che sono 13 mila, determinando un continuo aumento del peso di tali imprese sul totale del settore in Italia.

Il settore della salute domina il biotech

settori di applicazione del biotech in Italia

Le imprese biotecnologiche sono maggiormente concentrate nel settore della salute, ma tra il 2014 e il 2019, hanno avuto una espansione anche quelle che sviluppano applicazioni biotecnologiche per l’industria e l’ambiente, oltre che per l’agricoltura e la zootecnia. Nonostante l’88% degli investimenti rimangano concentrati sulla salute umana, nello stesso periodo, è cresciuto il volume degli investimenti in R&S intra-muros biotecnologica, con incrementi del +52% per industria e ambiente e +64% per agricoltura e zootecnia.

Le micro e piccole imprese superano l’80% del totale del settore

La dimensione delle imprese biotech

Mentre le grandi imprese rappresentano il 9% dell’intero comparto preso in esame, la quota di quelle micro o piccole supera l’80% del totale del settore. Le start up innovative contribuiscono in modo significativo all’espansione di questo settore con una quota in continua crescita sul totale, di oltre il 20% nel 2020.

La diffusione territoriale delle imprese biotech

La presenza delle imprese biotech italiane è diffusa su tutto il territorio nazionale e registra una lieve crescita nelle regioni del Mezzogiorno, dove sono passate dal 16,6% del 2014 al 19,2% del 2019. Il settore rimane concentrato per più del 60% nel nord del Paese.

Le variabili economiche, anch’esse concentrate con oltre l’85% del fatturato proveniente da attività biotech e più del 75% degli investimenti in R&S intra-muros, che continuano ad essere realizzati in sole tre regioni: Lombardia, Lazio e Toscana.

Nel meridione emerge la Campania per quota sul totale del numero di imprese e di investimenti in R&S.

I risultati del sondaggio sull’impatto della pandemia sul settore

Un sondaggio condotto tra maggio e giugno 2021 su un campione di imprese tra quelle del rapporto, finalizzato a descrivere il comparto dopo la pandemia, riporta che il settore delle biotecnologie in Italia ha fatto fronte in modo esemplare alle difficoltà del momento. 

La dimensione ridotta delle imprese e la vocazione all’export hanno permesso di affrontare le nuove condizioni nel migliore dei modi. Circa il 70% delle intervistate ha dichiarato un fatturato stabile, o in aumento. Per chi ha riscontrato una perdita dello stesso, questa è stata di una percentuale compresa tra il 20 e il 50%.

Se si considera il livello di occupazione, questo è rimasto stabile anche grazie a una ripianificazione. Alcune imprese hanno registrato addirittura un aumento della forza lavoro.

Le attività nel futuro si concentreranno su nuove aree di ricerca come le attività di screening e prevenzione.

Il presidente Assobiotec-Federchimica, Riccardo Palmisano, dichiara: “Quello delle biotecnologie è un settore che ha potenzialità straordinarie, confermato dagli strumenti che stanno permettendo al mondo di superare la pandemia: dal sequenziamento del genoma del virus ai test diagnostici, fino ai vaccino e agli anticorpi monoclonali, tutte le risposte al Covid 19 sono state biotecnologiche. Oggi siamo a un bivio cruciale ed è il momento, come sistema Paese, di scegliere di seguire finalmente la strada dell’innovazione. Sono tanti i segnali incoraggianti per lo sviluppo del settore che stanno arrivando dal Governo”.

Gaetano Coletta di Enea, responsabile Servizio offerta e valorizzazione servizi di innovazione, direzione innovazione e sviluppo, afferma: “Dalle prime indicazioni emerge una sostanziale tenuta del settore delle biotecnologie in Italia, nonostante l’emergenza Covid-19; inoltre, il rapporto Assobiotec-Enea conferma il trend di cambiamento strutturale in corso nel settore, con la progressiva crescita delle applicazioni biotecnologiche per l’industria, l’ambiente, l’agricoltura e la zootecnia”.

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