deserto di Taklimakan ( foto da Wikipedia)
deserto di Taklimakan ( foto da Wikipedia)

Grazie all’esperienza della rete C40, un gruppo di città unite a livello globale per la lotta ai cambiamenti climatici, Tel Aviv ha avviato la sua campagna per combattere il cambiamento climatico pubblicando uno studio di fattibilità sulle iniziative da adottare per adattarsi al clima del futuro, con un occhio di riguardo ai soggetti più sensibili.

Le sfide che Tel Aviv ha avviato per combattere il cambiamento climatico 

La crisi climatica non si ferma, anche se confrontata con il Covid-19. Se non interveniamo adesso le generazioni future vedranno drasticamente ridotta la loro resilienza!”, spiega Ron Huldai, sindaco di Tel Aviv. “Questo mi ha portato a chiedere agli attori municipali di preparare un piano di azione per affrontare il problema con obiettivi chiari da realizzare entro il 2030. Tra le altre scelte: vedremo meno autoveicoli e più alberi, avremo ridotte emissioni di gas a effetto serra e la diffusione delle energie rinnovabili per tutti gli edifici pubblici della città. Nei nostri progetti sul trasporto, abbiamo dato la priorità a pedoni e ciclisti”.

Le scelte più importanti saranno dettate da questi sviluppi:

  • nei prossimi 10 anni è previsto un aumento di 30 giornate con temperature superiori ai 33° C;
  • temperature in crescita sia nelle abitazioni che nei luoghi pubblici. Aumento delle emissioni di calore;
  • diminuzione della funzionalità delle infrastrutture ecologiche;
  • aumento del livello del mare;
  • incremento di alluvioni e contrazione della disponibilità di acqua;
  • crescita di gruppi di popolazione considerati vulnerabili;
  • crescita delle attività pubbliche di sostegno e di assistenza sanitaria.

Le proposte in cantiere

I progetti da approntare riguardano:

  • il raffrescamento cittadino attraverso la gestione e la valorizzazione del verde pubblico e diffusione di aree in zone d’ombra;
  • edifici adeguati, promozione di stili di vita sostenibili e aiuti per la frazione più vulnerabile della popolazione;
  • gestione delle risorse idriche, migliorando il drenaggio naturale, implementazione della resilienza dell’ecosistema costiero;
  • riduzione del rischio di esondazioni sulla costa e nei centri urbani, razionalizzazione dell’uso di acqua nel giardinaggio, nell’edilizia e nelle infrastrutture.

Reuven Ladianski, vice sindaco e assessore alla Protezione e sostenibilità ambientale, ha affermato: “La crisi del clima è la sfida più importante che la città di Tel Aviv affronterà nei prossimi anni. Le conseguenze del cambiamento climatico avranno effetti nella vita di tutti noi, soprattutto per l’ambiente, l’economia, i luoghi pubblici, gli anziani e la parte più vulnerabile della popolazione. Sono molto orgoglioso che Tel Aviv è la prima città israeliana a proporre un programma professionale ed ampio per affrontare il cambiamento climatico”.

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