La tecnologia Vehicle-to-Grid (V2G) permette alle auto elettriche di agire come “batterie su quattro ruote”, immagazzinando l’energia rinnovabile in eccesso e restituendola alla rete nei momenti di picco della domanda.
Secondo un nuovo studio di Transport & Environment (T&E), condotto dal Fraunhofer ISI, un indebolimento dei limiti UE sulle emissioni di CO₂ per le auto frenerebbe la diffusione delle auto elettriche, causando pesanti ripercussioni economiche ed energetiche.
L’impatto economico in Italia e in Europa
Il potenziale del V2G è enorme, ma i rischi legati a un allentamento dei target sulle emissioni (spinto dall’associazione dei costruttori ACEA e da proposte politiche come quella dell’eurodeputato Massimiliano Salini) sono altrettanto significativi:
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Mancato risparmio sugli accumuli: in Italia, il V2G potrebbe ridurre il fabbisogno di sistemi di accumulo stazionari fino a 72 GW, generandoun risparmio sugli investimenti fino a 36 miliardi di euro.
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Impennata dei costi per i combustibili fossili: meno auto elettriche (T&E stima circa 49 milioni di veicoli in meno in UE entro il 2040) comporterebbero una spesa aggiuntiva per i combustibili fossili di 28 miliardi di euro all’anno in UE. Di questi, 4,7 miliardi di euro graverebbero solo sull’Italia.
Le conseguenze di un taglio alle auto elettriche
Un minor numero di veicoli elettrici circolanti danneggerebbe direttamente la rete e la produzione di energia pulita sotto diversi aspetti:
1. Più centrali elettriche di riserva
Senza le batterie delle auto a supporto della rete, l’Europa avrebbe bisogno del 33% di capacità di riserva in più (+13 GW). Per compensare questo divario, l’UE dovrebbe costruire l’equivalente di circa 150 centrali elettriche di picco (da attivare solo nei momenti di massima domanda).
2. Maggiore spreco di energia rinnovabile
In assenza di batterie mobili pronte ad assorbire l’energia solare ed eolica nei momenti di massima produzione:
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Verrebbe installato il 37% in meno di nuovi impianti solari (-51 GW) in UE tra il 2025 e il 2040.
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L’Europa sprecherebbe 6 TWh di energia pulita all’anno entro il 2040 (il fabbisogno di 1,5 milioni di famiglie), disperdendo il 25% di rinnovabili in più rispetto agli obiettivi attuali.
3. Costi extra per le infrastrutture di rete
Senza il supporto locale del V2G durante i picchi di domanda, l’Europa dovrebbe spendere 4 miliardi di euro in più all’anno per potenziare la rete con cavi più robusti e nuovi trasformatori.
Le richieste di Transport & Environment
Per evitare questi scenari, T&E esorta le istituzioni europee a:
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Mantenere invariati gli attuali target di emissione di CO₂ per garantire una massa critica di auto elettriche.
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Introdurre l’obbligo di ricarica bidirezionale: poiché la maggior parte dei veicoli attuali non è compatibile con il V2G, il regolamento “Automotive Omnibus” dell’UE dovrebbe imporre caricatori di bordo bidirezionali e interoperabili su tutti i nuovi modelli entro il 2032.
Il commento: “L’Italia non può permettersi di rallentare la transizione: i trasporti dipendono ancora per oltre il 90% dai combustibili fossili”, dichiara Esther Marchetti, Clean Transport Manager di T&E Italia. “Milioni di batterie possono aiutare ad assorbire l’energia di sole e vento. Ridurne la diffusione significherebbe meno investimenti nel solare e maggiori costi per nuove centrali e infrastrutture”.
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