L’America Latina accelera con la mobilità elettrica

Come cresce la rete di ricarica dall'Uruguay a Santa fè

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Uno dei limiti più importanti alla diffusione della mobilità elettrica è quello determinato dalla diffusa “ansia da ricarica”: la paura di non trovare una colonnina per rifornire il proprio veicolo durante un viaggio.

Il Nuovo Continente si sta muovendo per superare questo e altri limiti, grazie alle tecnologie della Circontrol, azienda iberica che opera da oltre 20 anni nella ricerca sulla mobilità elettrica. Facendo seguito all’iniziativa “Move” delle Nazioni Unite, che propone quattro obiettivi da raggiungere per rendere la mobilità “green” diffusa in tutto il continente: incrementare l’efficienza energetica, rendere il mercato efficace anche senza gli incentivi, spingere all’utilizzo dei veicoli elettrici e promuovere le infrastrutture per la ricarica.

Come cresce la rete di ricarica

Nello specifico: a partire dal 2017 è stata creata una rete di 6 impianti di ricarica sull’autostrada uruguagia che parte da Colonia e, dopo 300 km, arriva a Punta Este; in Messico, sull’autostrada che da Città del Messico dopo 412 km arriva a san Luis del Potosi, sono stai installati 5 punti di ricarica di due tipologie: una ad azione rapida, 30 minuti, l’altra di tipo normale. L’impianto di tipo rapido è il prodotto più diffuso del produttore spagnolo: oltre 1000 unità installate in 26 paesi; l’ultimo impianto messo in esercizio è quello argentino, che copre i 157 km tra Rosario e Santa Fe con una presenza di 4 stazioni di ricarica lungo la più antica autostrada del paese; l’ultimo progetto, in fase di completamento, è quello relativo al corridoio elettrico che riguarda il tratto di autostrada tra Asunción e Itaipu in Paraguay.

In America latina si ha la percentuale di energia prodotta da rinnovabili più alta a livello globale. Una produzione che inoltre è aiutata dalla presenza di ricche miniere di litio, il materiale principe per la costruzione degli accumulatori.

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