La sostenibilità ambientale passa anche attraverso una rivoluzione smart

Come migliorare la propria percezione del lavoro grazie allo smart working usando strumenti in grado di salvaguardare la sicurezza

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In questi giorni concitati abbiamo sentito parlare spesso di smart working, lavoro agile o telelavoro, diverse etichette per definire una tipologia di lavoro innovativa, resa possibile grazie alla tecnologia, e che prevede lo svolgimento delle proprie mansioni anche a distanza. Una trasformazione digitale che ha portato notevoli benefici sia da una parte sia dall’altra come vedremo di seguito e che sperimenta anche nuove attitudini al lavoro e trasformazioni radicali delle abitudini.

Il lavoro agile o smart working infatti porta ad un miglior equilibrio tra vita privata e vita lavorativa del dipendente e sposta l’attenzione su alcuni obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale. I benefici dello smart working infatti possono essere riassunti così:

  • risparmio su benzina, trasporti e tempo;
  • miglioramento della vita personale;
  • aumento della motivazione e della soddisfazione;
  • inserimento delle persone con mobilità ridotta;
  • riduzione delle emissioni di CO2.

L’ottimizzazione della qualità della vita del lavoratore porta un beneficio per l’azienda stessa, che registra una migliore produttività. Secondo il rapporto dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, il 76% degli smart workers intervistati si dichiara più soddisfatto dei suoi colleghi. Inoltre è importante notare che questa modalità di lavoro si sta diffondendo non solo nelle grandi aziende – soprattutto del settore digitale – ma anche nella pubblica amministrazione e nelle Pmi. Se i primi tempi possono essere difficili, in quanto la trasformazione dell’ambiente di lavoro è radicale. Nel giro di un anno la consapevolezza e gli effetti positivi crescono e portano il lavoratore ad avere più fiducia nelle proprie capacità, un dato che è stato registrato anche dal rapporto del Politecnico.

Da un punto di vista puramente tecnico e non sociale, lo smart working è possibile grazie alle innovazioni tecnologiche: internet, i dispositivi smart, nuovi software sempre più complessi, il cloud computing. Sistemi che permettono allo smart worker di poter esercitare la propria professione ovunque. Questo comporta un ripensamento in chiave smart anche della struttura della postazione lavorativa.

Addio dunque all’ufficio e benvenuta casa. Ma non solo casa, anche caffetterie, coworking e spazi pubblici ripensati per i lavoratori smart. Soluzione per permettere ai lavoratori di continuare a svolgere le proprie attività anche mentre sono in movimento, proponendo connessioni e rete ovunque e proponendo anche arredamenti ottimali per i lavoratori.

Un altro aspetto del lavoro e della trasformazione smart è la sostenibilità ambientale. Meno macchine in movimento, con conseguente riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Inoltre gli ambienti smart permettono di controllare tutto ciò che ci circonda attraverso app e dispositivi digitali con conseguenti risparmi energetici. Alcuni esempi sono la luminosità pubblica, i parcheggi e i trasporti in alcune città, che sono divenuti smart.

Strumenti e salvaguardia della sicurezza

Per entrambe le soluzioni smart, quella lavorativa e quella di vita, esistono però problemi di sicurezza dei dati e dei dispositivi. Proprio per questo, aziende ed enti pubblici si dotano di misure per prevenire la perdita di dati sensibili, per evitare attacchi informatici – soprattutto durante operazioni come le transazioni bancarie – e si muniscono di connessioni internet sicure come possono essere le Vpn, per evitare appunto spionaggio e diffusione di dati sensibili online.

In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, lo smart working viene visto come una possibile salvezza, sia per non fermare il paese, sia per evitare sprechi di risorse ed energia. Di sicuro, vedremo sempre più lavoratori agili e città smart.

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