Isole minori ancora lontane dalla sostenibilità

Il rapporto Legambiente evidenzia ancora dei ritardi nell'integrazione di rinnovabili e nell'uso di auto a basso impatto. Bene la raccolta differenziata

268

Quasi il 40% delle isole minori italiane non dispone di un sistema di trattamento delle acque reflue, mentre oltre i due terzi ancora non sono interconnesse alla rete elettrica nazionale. Infine nelle 27 isole analizzate dal rapporto, sono molto pochi gli impianti per la produzione da fonti rinnovabili mentre il numero di autoveicoli circolanti è elevato rispetto al numero di abitanti. Questa la fotografia del rapporto di Legambiente 2021 sulle isole minori italiane realizzato dall’osservatorio Isole Sostenibili, promosso da Legambiente e dall’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Cnr  (Cnr-Iia).

La situazione attuale: criticità e prospettive

Nel complesso gli approvvigionamenti sulle isole staccate dalla rete del continente sono difficoltosi e costosi. Le maggiori criticità si registrano soprattutto in estate quando la popolazione delle isole aumenta in maniera consistente anche fino a 5 volte la popolazione locale. Questi dati confermano l’esigenza di aumentare l’indipendenza delle stesse isole nella gestione di temi centrali come l’approvvigionamento energetico, di acqua e la gestione dei rifiuti. Problematiche che si scontrano con spazi limitati e sovraintendenze ostili a integrare nuove tecnologie.

I risultati dell’analisi dell’osservatorio confermano la necessità di accelerare negli interventi in chiave sostenibile nelle isole minori italiane. Alcuni progetti si stanno muovendo, con risultati incoraggianti come nella raccolta differenziata dei rifiuti e nel fotovoltaico. Ma i ritardi sono ancora rilevanti, specie sul fronte depurazione delle acque e nella crescita delle rinnovabili, con situazioni davvero inaccettabili per aree che dovrebbero puntare su un’offerta turistica sostenibile e di qualità”. Evidenzia Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, “Le isole hanno delle incredibili potenzialità per diventare laboratori della transizione ecologica e serve una cabina di regia nazionale con chiari obiettivi da raggiungere, per accelerare gli interventi e spendere in modo efficiente le risorse previste dal Pnrr”.

“Siamo a lavoro per supportare le amministrazioni delle piccole isole nel percorso verso la transizione ecologica ed energetica e sono in fase di avvio una serie di progetti che si concentreranno soprattutto sull’efficientamento degli edifici, dell’illuminazione pubblica e della rete idrica, sulla mobilità sostenibile, con un occhio attento alla tutela del paesaggio” spiega Francesco Petracchini, direttore dell’istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr (Cnr-Iia)Ci auspichiamo una rapida attuazione dei progetti che parta dal dialogo e dalla coesione fra enti locali e nazionali, guardando anche agli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione della Commissione europea al 2030 e al 2050 e agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu”.

Da qui le proposte di Legambiente e Cnr-Iia per migliorare la sostenibilità ambientale ed economica delle isole. Tra queste ci sono: la creazione di una cabina di regia per la transizione climatica e ambientale nelle isole minori presso il Ministero della Transizione ecologica. Segue l’elaborazione di un piano per il clima e la sostenibilità ambientale per ogni isola focalizzato su un modello energetico incentrato sulle fonti rinnovabili. Quest’ultima soluzione permetterà di affrontare le sfide per una corretta gestione circolare del ciclo dell’acqua e dei rifiuti.

Interconnessione elettrica con il continente e approvvigionamento da rinnovabili

Sono le isole Pelagie, le isole Egadi, le isole Tremiti, le isole Eolie, Ponza, Ventotene, Ustica, Capraia, isola del Giglio, Gorgona le 20 escluse dalla rete elettrica nazionale. L’approvvigionamento energetico avviene grazie a impianti a gasolio che arriva via nave, generando altro inquinamento. Nonostante la presenza di sole e vento gli impianti rinnovabili sono pochissimi circa 2014 per una produzione di 15.764 kWe di potenza.

energia elettrica isole minori 2021

Tra le più virtuose Ustica, con il 12% di rinnovabile, seguono le isole Pelagie con il 6,22% e Ventotene con il 5%. Le altre isole non raggiungono il 5%. Le più basse in graduatoria: isola del Giglio, isole Tremiti e Salina. Altra storia sulle isole interconnesse (e con più superficie) Ischia, isola d’Elba e Sant’Antioco che vedono crescere i loro parchi di energia fotovoltaica.

Per quanto sia fallito l’obiettivo di portare al 31 dicembre 2020 un’installazione di rinnovabili complessiva di 11.820 kW, gli incentivi del D.M. 14 febbraio 2017 del Ministero per lo Sviluppo economico, ad oggi il fotovoltaico è presente in tutte le isole. Il DM ha portato un aumento di produzione da rinnovabile solare a 531 kWe con 36 impianti. Sul banco degli imputati, secondo Legambiente, in primis le lungaggini autorizzative, procedure di approvazione complicatissime, gli innumerevoli vincoli presenti e l’atteggiamento contrario di diverse soprintendenze.

Il micro-eolico è presente solo a Pantelleria, Sant’Antioco e Ventotene.

energia elettrica isole minori 2 2021

Scarsità idrica e reflui

L’approvvigionamento di acqua potabile e la depurazione delle acque reflue sono altre due noti dolenti delle isole minori spesso prive di risorse naturali al loro interno. Circa il 40% delle isole analizzate non dispone di un sistema di trattamento delle acque reflue: sono isola del Giglio, Linosa, Favignana, Marettimo, Levanzo, Stromboli, Filicudi, Alicudi, Panarea e Salina.

Mentre alla carenza di acqua potabile si agisce con le navi cisterna o con impianti di desalinizzazione.

acqua_ isole minori

Gestione rifiuti

Cresce la capacità di differenziare. Più sfidante realizzare una gestione integrata che resti sull’isola. Non è un caso che tra voci che più pesano nel conto rifiuti il trasporto via nave dei rifiuti indifferenziati verso gli impianti sulla terraferma.

Sono ben sei le isole che superano sia la media di RD del Centro Italia (58%) che quella del Sud (51%) si tratta di: Capri, isola d’Elba, Maddalena, Pantelleria, Procida e Sant’Antioco. L’isola di Sant’Antioco risulta la più virtuosa raggiungendo l’80% di raccolta differenziata, seguita da Pantelleria e Maddalena, a pari merito con il 71%, e da Procida (70%). Nel complesso tra il 2010 e il 2019, la capacità di differenziare i rifiuti è cresciuta un po’ ovunque mentre rispetto al 2018, nel 2019 i maggiori incrementi nella percentuale di raccolta differenziata si sono osservati a Ustica (dal 5 al 20%), nelle Egadi (dal 15 al 38%), nelle Pelagie (dal 16 al 38%), nelle Tremiti (dal 21 al 38%) e a Salina (dal 39 al 51%). Con Ponza migliora ma resta sempre ultima in classifica (9% di RD). Peggiora Ventotene dal 28% al 18%.

differenziata_isole minori

Mobilità

L’aumento di frequentazione nei periodi estivi è causa di una criticità i termini di mobilità nelle isole minori.

I valori maggiori sono a Lampedusa e Linosa (0,9 av/ab) e Pantelleria (0,8 av/ab). I più bassi invece a Capri (0,3 av/ab) e a Procida (0,4 av/ab). Rispetto l’età dei veicoli il  parco auto più giovane sono San Pietro con il 73% e isola d’Elba con il 68% di euro 4,5,6; quelle con il parco auto più vecchio sono invece le isole Pelagie e le isole Tremiti che contano rispettivamente il 58% e 53% di euro 0,1,2,3.

automobili isole minori 2021

Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Redazione
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.