Colleferro si prepara a sfilare contro gli inceneritori. Il difficile equilibrio tra Ama e Regione

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L’8 luglio si ritornerà a manifestare a Colleferro, contro il revamping finalizzato alla vendita e messa in servizio degli impianti  delle due linee di inceneritore locale in mano a Lazio Ambiente SPA. La motivazione dell’ammodernamento degli impianti è data nella necessità di gestire l’emergenza rifiuti, possibilmente vendendo a privati.

La sfiducia tra cittadini nell’operato della Regione Lazio è elevata. Poco chiaro il rapporto di forza tra Roma Capitale, AMA, Regione e ruoli dei sindaci locali.

La Cittadina della Valle del Sacco, nota alle cronache come “valle dei veleni”, teme un approccio anacronistico a un tema delicato come il rapporto tra salute, ambiente e business.

Timori per la salute

“Lo studio epidemiologico di Eras Lazio ha verificato il rapporto tra malattie polmonari e broncopolmonari e la emissioni tipiche degli inceneritori. Di certo chiunque subentrerà nella gestione di questi impianti non farà un buon affare. Troverà una cittadinanza pronta a protestare”, rassicura a Canale Energia Alberto Valleriani presidente Associazione rete per la tutela della Valle del Sacco (RETUVASA) raggiunto telefonicamente.

“Abbiamo proposto ai politici di avviare un progetto di conversione degli impianti in produzione di materie prime in ottica di economia circolare, ma non ci stanno ascoltando”, spiega Valleriani. La sfiducia è data da anni di lotte e da un processo su iter autorizzativi sugli impianti oggetto ancora di un processo che sta andando a morire senza raggiungere una soluzione, per prescrizione dei termini, sottolinea il presidente della RETUVASA che conclude: “Vorremmo degli impianti di trattamento manuale che permettano di differenziare ulteriormente recuperando materie prime”. Su questo sembra ci sia allineamento con le intenzioni degli M5S.

L’antefatto: il ripristino degli inceneritori di Colleferro

La programmazione degli aspetti di smaltimento dei rifiuti è in mano alla Regione. La risposta a tale esigenza di programmazione rifiuti è stata trovata nel ritorno in servizio degli inceneritori di Colleferro” spiega a Valleriani.

La Regione ha stabilito di vendere gli impianti, di cui è anche ente controllore e autorizzativo. Per far ciò è necessario realizzare un investimento di rimodernamento. Ricapitalizzazione che ha coinvolto il Comune di Roma in quanto, come AMA, è proprietario del 40% della sola seconda linea dell’impianto.

“Roma non intende portare i rifiuti a Colleferro”sottolinea immediatamente il Deputato 5 stelle Luca Frusone raggiunto telefonicamente da Canale Energia. “Anzi siamo interessati a valorizzare un piano per il recupero dei materiali post consumo. Secondo le nostre aspettative dovremmo riuscire a portare il tetto della differenziata a Roma al 60%. Il che escluderebbe la necessità di inceneritori e ulteriori discariche”. Azioni che si raggiungono con una concreta pianificazione e con un tempo fisiologico, come sottolinea il deputato.

“Già oggi si stanno facendo miracoli grazie ai due impianti di TMD (trattamento meccanico biologico) che aveva l’AMA, ma che sono stati messi in esercizio di recente, riducendo la produzione dei rifiuti e aumentando la differenziata. Con i nuovi impianti Roma diventerà autonoma”, spiega ancora Frusone, che sottolinea come:  “Sapere cosa si deve fare e come rappresenta già una soluzione al problema”.

Il ruolo di Roma e AMA

Di fatto alla poca sinergia tra Capitale e Regione, Frusone ricorda come, AMA sia stata costretta ad avviare la ricapitalizzazione degli impianti, decisa dall’azionista di maggioranza cioè la Regione, in quanto unica realtà su cui ricade la garanzia del lavoro. “Di fatto se AMA non favoriva l’avvio della riqualificazione degli impianti ne sarebbe stata comunque la sola responsabile”.

“Paradossalmente la presenza di AMA rappresenta quasi una garanzia ai lavori” evidenzia il Deputato Frusone. “Se ci fosse stato solo Lazio Ambiente si sarebbe venduto al primo privato che con le autorizzazioni in mano avrebbe riacceso l’inceneritore così com‘ era. Mentre con AMA al tavolo delle trattative si può parlare di fabbrica di materiali e centro di riciclaggi”.

Considerando il tavolo mancato del 4 luglio in cui né Roma Capitale, né AMA hanno partecipato sembra difficile dare fiducia alle istituzioni. Ma lo stesso  Frusone su questo sottolinea come “ci saranno altri tavoli. E si parteciperà. C’è un dialogo in corso su come eseguire la ristrutturazione. Come M5S riteniamo che investire capitali in una tecnologia anacronistica oggi sia assurdo. Invito però i cittadini a non essere strumentalizzati. Vorrei ricordare come prima dello sblocco di AMA agli investimenti in Regione ci sono state diverse riunione con i sindaci locali. Il polverone si alzato quando è stata coinvolta la società del Campidoglio”.

Intanto i cittadini e le associazione si sono date appuntamento alle 16 a piazza della Repubblica di Colleferro. 

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.