La mobilità nelle nostre città sta cambiando, non solo per una maggiore attenzione alla sostenibilità ma anche per le difficoltà date dalla pandemia di Covid-19 che, con la sua virulenza, sta modificando la concezione di spazio sociale, di attività in comune e di spostamento.

Un territorio nuovo per molti dei nostri operatori e per i cittadini ma che non ci ha trovato impreparati. Diverse tecnologie di trasporto considerate “mobilità dolce”, come monopattini e biciclette, sono elementi disponibili anche in modalità condivisa e sempre più introdotti nelle città.

Canale energia ha raggiunto Claus Unterkircher, general manager for the Dach-Region di Voi, azienda di monopattini elettrici in sharing e biciclette fondata nel 2018 in Svezia e in neanche due anni sbarcata in altri mercati. Oggi Voi è presente in 40 città di dieci diversi paesi (Germania, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Germania, Austria, Svizzera, Francia, Spagna e Portogallo) con un’offerta di cinque diverse tipologie di monopattini e bici elettrici, tra cui anche la bicicletta con porta cargo frontale per pacchi grandi.

In Italia l’idea generale è che la sharing mobility potrebbe decrescere insieme al trasporto pubblico a casua del Covid-19, eccezione fatta per biciclette, scooters e monopattini, il vostro settore merceologico, che invece sembrano riscontrare più fiducia del pubblico sopratutto rispetto le contaminazioni.

A riguardo vi aspettate che qualcosa cambierà nella fruizione dei vostri servizi di monopattini elettrici in sharing dopo il Covid-19?

Ci aspettiamo che la mobilità cambi grazie alla IoT. Per capire cosa accadrà è meglio guardare a come il coronavirus ha influenzato la visione delle persone sulla mobilità. Prima le persone si volevano spostare con questi mezzi nel loro tempo libero. Ora ci aspettiamo che prestino molta più attenzione a quanto spesso si spostano da A a B e soprattutto a come lo faranno.

La causa è nella paura delle persone di essere contagiate. Quindi sì, riteniamo che si allontaneranno sempre più da tipologie di trasporto che comporteranno il rischio di infezione. I trasporti pubblici potrebbero essere colpiti perché hanno con sé più persone insieme e rendono così più probabile la possibilità di trasmettere e prendere l’infezione. Stesso destino per il car sharing, se non sarà disinfettato in modo regolare, il timore è che si trasformi in un veicolo di trasmissione.

Altra cosa che ci aspettiamo è che le persone preferiscano sistemi veloci di trasporto, specialmente per i viaggi brevi, come ad esempio andare all’alimentari.

I monopattini rappresentano una valida alternativa in entrambi i casi. Offrono una mobilità individuale con un basso rischio di incorrere in un‘infezione e si prestano per gli spostamenti brevi con la possibilità di arrivare in stretta prossimità alla propria meta. Le auto non rappresentano invece una sicurezza per la trasmissione anche perché c’è la necessità di parcheggiarle e spesso il parcheggio è lontano a piedi dalla meta.

Avete realizzato uno studio in merito alla reazione degli utenti rispetto l’uso delle vostre flotte nei paesi in cui siete operativi?

A causa delle misure di allontanamento sociale abbiamo messo le nostre flotte in modalità di stand-by in molti dei nostri mercati. E‘ stata una mossa per disincentivare le persone che si muovono troppo, ma significa anche che abbiamo anche pochi dati su come si sarebbe evoluta la domanda.

Le posso dire però che prima che le misure di sicurezza avessero luogo, all’inizio della pandemia, in Europa, abbiamo visto che la domanda dei monopattini elettrici è effettivamente salita in molti dei nostri mercati. Questo è accaduto ancora prima che la gente avesse un’idea generale su come il Covid-19 si diffondesse e l’opinione pubblica riteneva che non sarebbero state necessarie ulteriori misure.

Avete riscontrato differenze nell’uso dei monopattini in sharing nei diversi paesi in cui siete operativi? State agendo per prevenire qualche possibile contaminazione da virus dei vostri mezzi?

Ci sono molte differenze che hanno influenzato anche la nostra attività in vari modi. Ad esempio le misure per prevenire la diffusione di Covid-19 erano molto più stringenti in Germania, il che ci ha portato a dover mettere in pausa le nostre flotte. In Svezia, invece, le norme erano meno severe e siamo riusciti a mantenere attiva la nostra flotta.

Dalla prima notizia del coronavirus abbiamo implementato ulteriori misure per mantenere i nostri monopattini elettrici puliti e sicuri. In tutte le nostre strutture abbiamo introdotto un protocollo speciale di igiene proprio per combattere le caratteristiche specifiche del coronavirus. Tutto il nostro personale indossa guanti e indumenti protettivi e sono stati anche istruiti per prendere misure di protezione. I nostri mezzi vengono disinfettati dopo ogni 2-3 giri e durante tutti i viaggi di manutenzione o riposizionamento.

Vista la vostra fiducia nell’espansione del settore siete intenzionati a crescere ulteriormente? In caso dove?

Per quanto ci aspettiamo che la mobilità diminuisca e le persone rimangano a casa più di prima, riteniamo anche che la domanda di monopattini elettrici in sharing aumenterà proprio perché in questo momento sono uno dei modi più sicuri per muoversi in modo rapido e facile. Dopo il nostro rilancio, vogliamo anche cercare paesi che siano interessati ad aiutare la loro gente a muoversi in modo sicuro senza essere infettati.

Infine ritenete ci siano nuove tecnologie in arrivo che cambieranno ulteriormente la fruizione dei monopattini elettrici in sharing?

Questa estate porteremo un nuovo modello di monopattino elettrico in Europa, il Voiager 3. Un modello che, non solo ha batterie scambiabili, elemento che aiuta la logistica e la sostenibilità dei mezzi, ma è anche fornito con un display sul manubrio che può aiutare le persone a trovare agilmente posti di parcheggio e potenzialmente anche a identificare zone rosse per la quarantena da Covid-19, se fosse ancora necessario.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.