Misure volte a migliorare la qualità dell’aria per un valore complessivo che supera i 5 miliardi di euro. E’ quanto viene descritto nella lettera che il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha inviato alla Commissione Europea oggi, data in cui come richiesto dall’UE avverrà anche la trasmissione del dossier relativo alle misure antismog. Dopo l’ultimatum di fine gennaio dell’Unione Europea, che riguarda altri 8 Paesi UE, la deadline per la consegna della documentazione era stata spostata al 9 febbraio. In particolare, il Commissario UE per l’ambiente Karmenu Vella aveva chiesto all’Italia e a tutti gli altri maggiori stati membri di dettagliare i programmi per evitare i superamenti dei limiti per le emissioni in atmosfera. Il rischio è l’attivazione di una procedura della Corte di Giustizia Europea ai danni del nostro Paese.

Questa ulteriore serie di misure, che va ad aggiungersi alle iniziative che ho esposto durante la riunione del 30 gennaio – spiega Galletti in una nota – dimostra quanto l’impegno dell’Italia per migliorare la qualità dell’aria sia parte di una strategia complessiva, integrata e concreta, che cerca di affrontare il problema da ogni singola prospettiva, coinvolgendo tutti i livelli di governo del territorio, così come tutti gli attori che, a vario titolo e da posizioni diverse, possono (e debbono) contribuire allo sforzo comune, al quale sono destinate risorse finanziarie di assoluto rilievo”.

Riscaldamento

Questa misure vanno ad ampliare i programmi inerenti la qualità dell’aria già presentati nei giorni scorsi. In particolare, viene inviato il documento della nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) e nel testo della lettera si menziona il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica che “prevede uno stanziamento iniziale per il 2018 di 160 milioni, con la previsione di un possibile incremento entro il 2020 fino a 490 milioni”.

Andando più in dettaglio, per quanto riguarda il rinnovo delle caldaie è stato spiegato come nel nostro Paese sia disponibile un programma di finanziamenti da 800 milioni di euro, istituito nel 2016, che attribuisce un contributo per i cittadini che decidono di rottamare la vecchia stufa a biomassa per un macchinario più moderno ed efficiente.

Mobilità 

Sul fronte mobilità, settore che impatta sulla riduzione delle emissioni di PM10 e biossido di azoto, la lettera del ministro Galletti parla di una serie di iniziative in via di attuazione e che sono in linea con le proposte emerse nella riunione del 30 gennaio. Nell’ambito del Programma nazionale si cita il “rinnovo del parco degli autobus dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale” e la promozione e il “miglioramento della qualità dell’aria con tecnologie innovative”. Il  Programma – in via di definizione – è stato istituito nel 2017 ed è dotato di un fondo complessivo di 3.7 miliardi di euro per la sostituzione dei bus. La lettera cita inoltre  il “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro” che ha visto 74 milioni di euro di progetti già finanziati e un ulteriore stanziamento in arrivo di 20 milioni di euro.

Galletti ha inoltre parlato degli importanti accorti di cooperazione o lettere di intenti tra Snam rete gas e alcuni soggetti privati del comparto auto quali FCA e IVECO, o dei combustibili quali ENI ed API, relativi alla promozione della diffusione del gas naturale per autotrazione. Un’iniziativa attraverso la quale si punta“al raddoppio delle stazioni di rifornimento esistenti in Italia”.

Il dossier inviato

Come si diceva, la lettera di poche righe accompagna il dossier relativo alle misure antismog del cui invio Galletti aveva parlato nei giorni scorsi. Si tratta dell’illustrazione di interventi, prevalentemente in materia di energia e mobilità, che non erano stati ancora portati a conoscenza della Commissione Europea e che completano il quadro articolato dei provvedimenti che il Governo ha adottato in questo campo – ha spiegato il capo di dicastero – Confido che il Commissario Vella, con il quale abbiamo intensamente e proficuamente collaborato in questi anni, comprenda l’entità dello sforzo messo in campo dal nostro Paese per adottare soluzioni strutturali e permanenti in grado di risolvere un problema antico, ma riacutizzato dai cambiamenti climatici”.

Il contributo dell’agricoltura

Il problema dell’inquinamento atmosferico è una questione centrale per il nostro Paese. Un contributo per apportare un miglioramento alla qualità dell’aria può arrivare dall’agricoltura. Secondo quanto dichiarato in nota stampa da Piero Gattoni, Presidente del Consorzio Italiano Biogas (CIB), “l’agricoltura può dare un contributo importante alla riduzione dell’inquinamento atmosferico. Adottando pratiche di coltivazione di precisione e di minimo intervento si possono ridurre le emissioni dei mezzi agricoli anche dell’85%”.

Inoltre la produzione di biogas rinnovabile, tramite digestione anaerobica di sottoprodotti agricoli e di reflui zootecnici, consente di disporre del digestato, una risorsa naturale fondamentale che può sostituire i fertilizzanti chimici e che consente di stoccare il carbonio nel terreno, migliorando peraltro la resilienza del suolo – ha aggiunto il Presidente del CIB – L’ulteriore raffinazione del biogas in biometano consentirebbe, infine, di alimentare mezzi agricoli, il trasporto pubblico e i mezzi pesanti, nonche’ le navi, riducendo ulteriormente e fin da ora le emissioni in atmosfera”.

Labriola (FI): Politiche ambientali del Governo insufficienti

Secondo quanto evidenziato dalla deputata (FI) Vincenza Labriola in una nota, finorail Governo non è stato in grado di programmare quegli interventi utili a prevenire l’emergenza smog”. Guardando al futuro sarà necessario “mettere in campo una seria politica ambientale che dia risposte concrete ai cittadini, che sappia tutelare la qualità della vita e dell’aria che respiriamo”.

Croci (Presidente Milanosimuove): “Ambiente grande assente della campagna elettorale”

A sottolineare la mancanza di un dibattito politico adeguato sui temi ambientali è stato Edoardo Croci, ex assessore all’Ambiente del Comune di Milano e candidato al Consiglio Regionale nella lista “Energie per la Lombardia – Parisi con Fontana”. “Grande assente dalla campagna elettorale finora è stato l’ambiente. A ricordarci che l’Italia è la pecora nera dell’Europa per lo smog è l’Unione Europea che, se non verranno fornite chiare informazioni su politiche e azioni in grado di risolvere il problema, si prepara ad avviare una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia”, ha spoiegato Croci in una nota.

“La situazione più critica – ha aggiunto – è quella della Pianura Padana. È ragionevole attendersi proposte chiare da partiti e candidati in vista delle prossime elezioni nazionali e lombarde”.

Concordo con la richiesta dell’associazione Cittadini per l’Aria di adeguare rapidamente le norme e i piani regionali sulla qualità dell’aria in modo da garantire effettivamente la salute dei cittadini. Oggi pende sull’Italia, proprio per l’inquinamento dell’aria in Pianura Padana, una probabile procedura di infrazione della normativa comunitaria, che solo un salto  nell’incisività delle azioni di contrasto allo smog, della Regione Lombardia e delle altre regioni del nord, può scongiurare. Gli amministratori pubblici hanno la responsabilità morale e, proprio come ha dimostrato ClientEarth in Gran Bretagna, legale di garantire un’aria respirabile”, ha concluso Croci.

I dati Eurispes

A livello generale qual è l’atteggiamento dei cittadini italiani nei confronti delle tematiche ambientali? Secondo i dati contenuti nel Rapporto Italia 2018 realizzato da Eurispes il 77,5% dei nostri connazionali teme gli effetti legati al fenomeno del cambiamento climatico, anche se il dato è in diminuzione rispetto a 10 anni fa.

“Tra il 2008 e il 2018 – si legge in una nota dell’Eurispes – i timori dell’opinione pubblica sulla questione dei cambiamenti climatici, pur restando largamente condivisi, sono complessivamente diminuiti: dall’81,5% del 2008 al 77,5% del 2018”.

Secondo lo scenario delineato dal report, il 41% del campione (nel 2008 era il 34,1%) pensa che la riduzione dei consumi quotidiani volti a limitare il riscaldamento globale sia un comportamento utile, ma anche che gli effetti di questi atteggiamenti virtuosi possano concretizzarsi solo se la scelta coinvolge molte persone tutti i giorni. Per il 23% degli intervistati, invece, una gestione smart dei consumi è un “strategia giusta da adottare sempre e comunque” (erano quasi il 40% nel 2008). 1 cittadino su 5 reputa il riscaldamento terrestre come un problema troppo grande per essere affrontato a livello di singolo individuo (+6,7% rispetto al 2008).

Tra le misure da mettere in atto per favorire un risparmio di energia elettrica e acqua il campione intervistato ha citato l’impegno a usare meno il riscaldamento durante l’inverno (61,4%) e i condizionatori in estate (70,3%), a diminuire i consumi di acqua (72,6%), a far installare pannelli fotovoltaici (61,6%), ad acquistare lampadine a basso consumo energetico (81,6%) e a usare meno l’auto privata (61,9%).

I numeri del car sharing

Per quanto riguarda l’ambito della sharing economy dal report emerge come il 18,6% degli italiani abbia usato il servizio di car sharing (+7,5% rispetto al 2016), il 17,1% abbia usufruito  di biciclette pubbliche con il servizio di bike sharing (+9%), e  il 15,4% abbia provato il servizio di ride sharing (+5%).

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