Uk, rivoluzione energetica: 860 mila green jobs entro il 2030

Governo del Regno Unito ha presentato il Clean Energy Jobs Plan

Il Regno Unito ha svelato il piano per ambire a diventare superpotenza dell’energia pulita, puntando a raddoppiare i green jobs nel settore entro fine decennio. Oltre 50 miliardi di sterline (oltre 57 miliardi di euro) di investimenti già annunciati e un focus sulla creazione di lavori di qualità con salari superiori alla media nazionale.

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Foto di Markus Spiske su Unsplash.

Uk: mission per sicurezza economica e energetica

Il Regno Unito ha messo in moto la più grande ondata di investimenti nella storia energetica nazionale, annunciando un piano ambizioso per garantire non solo la sicurezza energetica, ma anche quella economica per i lavoratori e le loro comunità. Il Clean Energy Jobs Plan: Creating a new generation of good jobs to deliver energy security, redatto dal Department for Energy Security and Net Zero, fornisce una panoramica estremamente dettagliata sulla trasformazione della forza lavoro nel settore pulito, prevedendo una crescita esponenziale.

Secondo l’analisi contenuta nel rapporto, il numero di posti di lavoro sostenuti dalle industrie dell’energia pulita e dalle relative catene di approvvigionamento è destinato a quasi raddoppiare, passando dai circa 440.000 posti del 2023 a circa 860.000 entro il 2030. Ciò si traduce in un aumento medio annuo dell’occupazione di circa il 10% fino alla fine del decennio.

Obiettivi di capacità e fabbisogno occupazionale

La transizione verso l’obiettivo net zero è identificata come la principale opportunità economica, con il piano che lega strettamente la creazione di green jobs a precisi target di capacità produttiva in ogni settore strategico.

  • Eolico offshore. Il settore è il pilastro della strategia, con l’obiettivo di raggiungere 50 GW di capacità eolica offshore entro il 2030. Per sostenere questa espansione, si prevede che il settore possa arrivare a sostenere fino a 000 posti di lavoro diretti e indiretti, con un focus sul potenziale dell’eolico floating (galleggiante).
  • Nucleare. L’obiettivo è coprire un quarto del fabbisogno elettrico britannico con energia nucleare entro il 2050. Gli investimenti, che includono i 14,2 miliardi di sterline (16,3 miliardi di euro) già stanziati per Sizewell C (con un picco stimato di 10.000 posti di lavoro in costruzione) e lo sviluppo di small modular reactors, sono proiettati a sostenere circa 000 posti di lavoro altamente qualificati in ingegneria e scienza dei materiali.
  • Cattura e stoccaggio del carbonio. Il piano punta a sviluppare quattro cluster industriali entro il 2030, con l’obiettivo di catturare fino a 30 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Questa tecnologia di frontiera è cruciale e sosterrà migliaia di posti di lavoro specializzati in ingegneria chimica e geologia.
  • Idrogeno. L’ambizione è raggiungere fino a 10 GW di capacità produttiva di idrogeno a basse emissioni di carbonio entro il 2030, alimentando una significativa domanda di tecnici specializzati e ingegneri per la nuova infrastruttura.

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Green jobs: professioni prioritarie e investimento nelle competenze

Per far fronte a questa massiccia domanda, il rapporto identifica 31 occupazioni prioritarie che saranno le più richieste. I tre gruppi occupazionali che richiederanno il maggiore aumento di posti di lavoro diretti entro il 2030 sono: mestieri elementari e operazioni simili, professionisti associati di scienze, ingegneria e tecnologia e mestieri qualificati dell’edilizia e delle costruzioni.

In termini di professioni specifiche, si prevede un vero e proprio boom:

  • la richiesta di idraulici e installatori/riparatori di riscaldamento e ventilazione aumenterà di 8.500-10.000 unità, più del doppio rispetto al 2023;
  • gli elettricisti e installatori elettrici necessiteranno di 7.000-8.499 unità in più, essenziali per l’installazione di pompe di calore e la modernizzazione delle reti;

Per colmare il divario di competenze, il governo ha delineato azioni specifiche:

  • investimento di oltre 100 milioni di sterline (115 milioni di euro) nel Pacchetto Competenze per l’Ingegneria;
  • istituzione di cinque Collegi di Eccellenza Tecnica (Tec) per l’energia pulita, specializzati nella formazione della forza lavoro qualificata;
  • Espansione dell’Energy Skills Passport, un’iniziativa che facilita la mobilità intersettoriale, in particolare per i lavoratori qualificati provenienti da industrie ad alta intensità di carbonio. Un fondo dedicato fino a 20 milioni di sterline (23 milioni di euro) sarà fornito per aiutare i lavoratori del Mare del Nord in questa transizione verso nuovi settori come l’eolico o l’idrogeno.

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Green jobs per la rivoluzioni energetica: la promessa dei “good jobs”

Il piano non si limita alla quantità di posti di lavoro, ma ne sottolinea la qualità. L’obiettivo è garantire che i lavori siano buoni: ben retribuiti, stabili, inclusivi e con opportunità di progressione.

I dati attuali supportano questa visione:

  • I ruoli in settori come eolico, nucleare e reti elettriche offrono già stipendi medi superiori a 50.000 sterline (57,5 mila euro), un dato notevolmente superiore alla media nazionale del Regno Unito, che si attesta a 37.000 sterline (42,5 mila euro).
  • I green jobs di livello base offrono un premio salariale medio del 23% in circa il 60% delle professioni per i giovani.

Per assicurare standard elevati, il governo si impegna a lavorare a stretto contatto con i sindacati per promuovere la contrattazione collettiva e sviluppare una Carta del Lavoro equo (Fair Work Charter) con il settore eolico, che impegni a fornire occupazione di alta qualità. Il rapporto enfatizza, inoltre, che il 93% dei posti di lavoro nell’energia pulita sono già identificati fuori da Londra e dal Sud est dell’Inghilterra. Si prevede che il numero di posti di lavoro nel settore energetico pulito possa quasi triplicare in Scozia e almeno raddoppiare in Galles, Irlanda del Nord e in quasi tutte le regioni entro il 2030, trasformando i poli industriali storici in hub di energia pulita.

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