Il settore delle turbine a gas e a vapore sta entrando in una fase di profonda trasformazione, spinto dalla necessità impellente di soluzioni energetiche che coniughino efficienza operativa e sostenibilità ambientale. Secondo le recenti analisi fornite dalla piattaforma di intelligence GlobalData, il comparto è destinato a raggiungere un valore complessivo di 22,2 miliardi di euro entro il 2030. Questo incremento non riflette solo una crescita quantitativa, ma segna un cambiamento qualitativo nelle strategie di investimento globali, dove le normative ambientali sempre più rigide e l’adozione di fonti energetiche più pulite agiscono da principali catalizzatori per l’intero comparto tecnologico.

Il ruolo centrale dell’area Asia-Pacifico
All’interno di questa dinamica di crescita, la regione Asia-Pacifico si conferma come il vero motore trainante dell’industria mondiale. Le proiezioni per il 2025 indicano che questo quadrante geografico dominerà il segmento delle turbine a gas con un valore stimato di circa 4,37 miliardi di euro, distanziando significativamente l’area che comprende Europa, Medio Oriente e Africa, ferma a 2,66 miliardi, e le Americhe, che si attestano intorno a 0,95 miliardi di euro.
La progressione asiatica appare inarrestabile, con una previsione che vede il mercato regionale salire fino a 7,03 miliardi di euro nel 2030, sostenuto da una costante espansione della capacità produttiva e dalla necessità di soddisfare una domanda energetica interna in continua ascesa.
Turbine: evoluzione tecnologica e politiche di decarbonizzazione
La metamorfosi del mercato è strettamente legata agli impegni internazionali per il clima, in particolare quelli derivanti dall’Accordo di Parigi. Bhavana Sri Pullagura, analista senior per il settore energetico presso GlobalData, nella nota stampa evidenzia come il settore sia storicamente fondato sulla ricerca di affidabilità ed efficienza, ma oggi debba confrontarsi con un nuovo paradigma dettato dai progressi tecnologici e dai cambiamenti politici.
Secondo l’esperta, gli sforzi globali per la riduzione del carbone stanno ridirezionando i capitali, limitando le nuove installazioni di turbine a vapore basate su combustibili fossili tradizionali nei paesi Ocse. Al contempo, questa pressione normativa sta alimentando la richiesta di sistemi avanzati di cogenerazione di calore ed elettricità ad alta efficienza.
Il mercato del vapore e il rinnovo delle infrastrutture
Anche il segmento delle turbine a vapore mostra una vitalità significativa, con l’area Apac che si appresta a detenere quasi il 76,9% della quota di mercato globale già nel 2025. Il valore economico di questa specifica branca dovrebbe passare dai 7,22 miliardi di euro previsti per il prossimo anno agli 11,3 miliardi entro il 2030.
Tale sviluppo non è alimentato esclusivamente da nuovi impianti, ma deriva in larga misura da progetti di modernizzazione, aggiornamento tecnologico e programmi di estensione della vita utile delle centrali esistenti, specialmente laddove le infrastrutture termiche iniziano a mostrare i segni del tempo.
Scenari regionali e prospettive di sostenibilità
Mentre la Cina e l’India continuano a puntare sull’espansione della potenza legata al carbone, determinando la centralità asiatica, il resto del mondo presenta scenari più eterogenei. In Europa si osserva una contrazione delle installazioni tradizionali a favore di politiche di decarbonizzazione estremamente ambiziose, mentre nelle Americhe l’attività di mercato si concentra prevalentemente sul retrofitting e sull’adeguamento dei sistemi maturi.
In ultima analisi, GlobalData sottolinea che il settore si trova sulla soglia di una trasformazione decisiva, dove la capacità di innovare sarà fondamentale per rispondere alla crescente domanda energetica globale. Il futuro del comparto sarà dunque definito dallo sviluppo di tecnologie di prossima generazione, capaci di agire come pilastri fondamentali in un ecosistema energetico in continua e rapida evoluzione.
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