L’aumento della capacità di produzione delle rinnovabili salirà a 122 GW all’anno entro il 2050, il doppio dell’attuale livello annuale. In questo scenario, il settore energetico dell’UE produrrà il 70% della sua elettricità da fonti pulite entro il 2030 e quasi il 90% entro il 2050. È quanto prevede il Regional Energy Transition Outlook sviluppato dall’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena), in collaborazione con la Commissione EU e gli Stati membri. Questo studio regionale sulla transizione energetica illustra come le rinnovabili possano accelerare la riduzione delle emissioni, migliorare l’accessibilità economica dell’energia e rafforzare la resilienza industriale nei Paesi dell’UE. A svolgere un ruolo chiave saranno efficienza e risparmio energetico: entro il 2050, l’UE27 potrebbe dimezzare il proprio fabbisogno, come mostrato nella figura:

Con una capacità di energia rinnovabile destinata a quasi triplicare entro il 2030, quadruplicarsi entro il 2040 e quintuplicarsi entro il 2050, rispetto ai livelli del 2021, il rapporto sottolinea l’urgenza di accelerare la diffusione dell’energia pulita e di modernizzare le infrastrutture.
Rinnovabili: investimenti per 220 mld all’anno
La profonda trasformazione auspicata nello studio si trova però ad affrontare sfide cruciali, in particolare la necessità di una sostanziale capacità del settore energetico e di investimenti infrastrutturali. Complessivamente parliamo di 5,6 trilioni di euro entro il 2050, pari a quasi l’80% del Pil totale della Germania nel 2024. In media, ogni anno dovranno essere investiti 220 miliardi di euro, con un aumento di quasi il 50% rispetto ai livelli attuali.
“Investire in infrastrutture moderne è essenziale per mantenere l’accessibilità economica dell’elettricità” riferisce lo studio. Con l’espansione delle rinnovabili, i prezzi all’ingrosso tendono a diminuire, riflettendo minori costi operativi e una minore esposizione alle fluttuazioni dei prezzi dei combustibili fossili. “Con investimenti mirati, un sistema energetico completamente decarbonizzato potrebbe garantire una maggiore stabilità dei prezzi”. Realizzando la transizione energetica dell’UE, l’economia potrebbe crescere del 2% annuo fino al 2050 e aumentare i posti di lavoro nel settore energetico a quasi 8 milioni entro questo decennio.
Italia tra i maggiori Paesi consumatori di energia
La quota di energie rinnovabili nel consumo finale di energia per l’UE27 salirà dal 22% nel 2021 al 39% e al 43% nel 2030, al 54% e al 67% nel 2040 e al 65% e all’81% nel 2050, rispettivamente nello scenario energetico pianificato (PES) e nello scenario energetico di decarbonizzazione (DES). Tutti i Paesi vedranno aumentare la propria quota di energie rinnovabili nel tempo: del 20-60% entro il 2030 e del 55-95% entro il 2050. Nel 2021, i primi cinque consumatori erano Germania, Francia, Italia, Spagna e Polonia: secondo l’analisi, si prevede che continueranno a esserlo anche nel 2050, rappresentando il 75% del consumo energetico finale dell’UE27. Si prevede che questi cinque Paesi ridurranno la loro intensità energetica durante il periodo di studio, con l’aumento del loro Pil pro capite:

Quanto alle emissioni globali annuali, queste si attesteranno ancora fino a 36,5 gigatonnellate di anidride carbonica nel 2050. In linea con il rapporto speciale del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici, lo scenario di riscaldamento globale a non più di 1,5°C prevede un modo per raggiungere emissioni nette pari a zero entro il 2050. Una traiettoria discendente ripida e accelerata da qui al 2030 sarebbe seguita da una curva più graduale ma comunque discendente, raggiungendo le emissioni nette pari a zero entro il limite target.

Poiché il settore energetico è responsabile di circa l’80% delle emissioni di CO2 di origine antropica, ha un ruolo centrale da svolgere, che richiede un’azione urgente su più fronti.
Rinnovabili, ritmo insufficiente rispetto a quanto necessario: le azioni
Il Regional Outlook conclude che, nonostante il crescente slancio, il ritmo di diffusione e penetrazione delle tecnologie rinnovabili è però insufficiente rispetto a quanto necessario per raggiungere gli obiettivi climatici ed energetici dell’UE per il 2030 e gli obiettivi ambiziosi per il 2040 e il 2050. “Attualmente” si legge a commento, “l’attuazione nazionale in tutti i settori, le tecnologie e i vettori energetici rimane inadeguata”. Un’attuazione tempestiva negli Stati membri dell’UE rimane una sfida importante, che richiede integrazione e una pianificazione energetica coordinata.
Il rapporto delinea quindi azioni chiave che l’UE deve intraprendere entro il 2030 per restare sulla scia del percorso net zero:
- aumentare la quota di energia rinnovabile per soddisfare, e potenzialmente superare, l’obiettivo del 42,5% del consumo finale lordo di energia entro il 2030, accelerando l’elettrificazione e l’uso diretto delle rinnovabili;
- garantire che la capacità totale di energia eolica e solare raggiunga almeno 1.100 GW, supportata dalla necessaria espansione della rete, contribuendo a una capacità totale di energia rinnovabile di 1.247 GW, quasi raddoppiando i 640 GW installati entro la fine del 2023;
- installare almeno 46 GW di capacità di accumulo tramite batterie per supportare la flessibilità del sistema, un notevole incremento rispetto ai 6 GW installati entro la fine del 2023;
- aumentare la quota di energia elettrica sul consumo finale di energia al 33% entro il 2030, rispetto al 21% del 2023;
- installare 51 milioni di pompe di calore negli edifici, incrementandone l’impiego a un tasso di crescita annuale del 7%, superando i 21,5 milioni di unità installate entro la fine del 2023;
- espandere la mobilità elettrica, raggiungendo 100 milioni di veicoli elettrici entro il 2030 (rispetto ai circa 12 milioni del 2023), insieme a una solida rete di infrastrutture di ricarica.
- sviluppare un quadro normativo e di investimento per supportare gli hub regionali dell’idrogeno e l’implementazione dell’elettrolisi su larga scala.
In conclusione, l’outlook regionale evidenzia i principali fattori abilitanti della transizione: pianificazione energetica integrata, espansione della rete, elettrificazione e ulteriore integrazione del mercato. Sottolinea inoltre la necessità di un’attuazione coordinata, di una governance più solida e di quadri politici flessibili per affrontare i ritardi nei progressi di alcuni Stati membri. Anche il commercio e la diversificazione delle catene di approvvigionamento sono riconosciuti come strumenti cruciali per garantire una transizione energetica equa ed economicamente vantaggiosa.
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