Il passaggio parlamentare del DDL 1836 riporta al centro del dibattito energetico italiano l’attuazione del Regolamento UE 2024/1787 sulle emissioni di metano. Il testo, ora all’esame del Senato, interviene su due nodi rimasti aperti: la designazione formale delle autorità competenti e la disciplina sanzionatoria nazionale. È su questi articoli che questa mattina Amici della Terra è stata ascoltata in audizione, ribadendo come una piena attuazione del Regolamento sia fattibile senza indebolire sicurezza degli approvvigionamenti e competitività della filiera.
Secondo il rapporto di dettaglio presentato da Amici della Terra il 19 maggio sull’implementazione del Regolamento in Italia, la prima fase applicativa mette l’Italia ai primi posti in Europa per obblighi rispettati. Il MASE ha pubblicato le relazioni trasmesse dagli operatori e la risposta delle imprese ha coperto larga parte della filiera oil & gas nazionale. Il ritardo più rilevante resta però istituzionale: senza la nomina formale delle autorità competenti, controlli e ispezioni rischiano di non partire con continuità. Per le verifiche ambientali sugli impianti, il ruolo del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, con ISPRA e agenzie regionali, è considerato decisivo.
In audizione, l’associazione ha sollecitato una rapida approvazione del DDL 1836 e una maggiore chiarezza sul coinvolgimento del SNPA. Allo stesso tempo ha respinto l’idea che l’unica risposta alle tensioni geopolitiche e ai timori sugli approvvigionamenti sia la sospensione delle regole europee. La linea indicata è piuttosto quella di un’applicazione pragmatica, capace di usare le flessibilità già previste dal Regolamento, anche in vista delle scadenze dal 2027 sulle importazioni.
L’Italia può avere un ruolo guida nel camp della riduzione delle emissioni anche a livello industriale e applicativo, grazie al know-how già sviluppato da molte imprese italiane. In questo contesto si inserisce la seconda edizione di MonitorCH4, in programma il 9 luglio 2026 a Bologna (iscrizioni qui). L’appuntamento, promosso da Amici della Terra, nasce come sede di confronto tra istituzioni, autorità, operatori, associazioni e fornitori di tecnologie per il monitoraggio e la riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico.
Il programma prevede rappresentanti del MASE, della Commissione europea – DG Energia, di IEA, Environmental Defense Fund Europe, OGMP 2.0/IMEO-UNEP, Eurogas e ACER, insieme a operatori e imprese tecnologiche. Accanto alla conferenza sarà aperta un’area Expo per favorire l’incontro e la collaborazione tra imprese attive in rilevamento, quantificazione, digitalizzazione, riparazione e riduzione delle emissioni.
MonitorCH4 si propone come un osservatorio operativo su una fase di attuazione che entra nel vivo. La questione, ormai, non è se misurare e ridurre le emissioni di metano, ma come farlo con standard affidabili, costi sostenibili e regole applicabili lungo una filiera energetica sempre più internazionale.
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