In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, che ricorre il prossimo 22 marzo, i riflettori si accendono sulla gestione di una risorsa vitale e sempre più scarsa. La seconda edizione dell’“Osservatorio sugli usi e consumi idrici in ambito domestico”, promosso da Sodastream, traccia un profilo rassicurante ma complesso delle abitudini degli italiani: la consapevolezza cresce, ma il divario generazionale e tecnologico resta un nodo da sciogliere.

Italiani campioni di risparmio: +10% in un solo anno
I dati del 2026 confermano un trend estremamente positivo. Se già nel 2025 l’80% della popolazione dichiarava di stare attento agli sprechi, oggi oltre 9 italiani su 10 (91%) mettono in atto comportamenti virtuosi tra le mura di casa. Un balzo in avanti del 10% che testimonia come la crisi idrica sia diventata una priorità percepita dalla collettività.
Le buone abitudini che diventano routine
L’indagine evidenzia come i gesti semplici siano ormai consolidati nel quotidiano:
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Doccia vs Vasca: il 92% degli intervistati preferisce la doccia, e l’80% ne limita la durata sotto i 10 minuti.
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Elettrodomestici a pieno carico: il 90% utilizza lavatrice e lavastoviglie solo quando necessario, ottimizzando ogni ciclo.
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Lavaggio alimenti: 1 italiano su 2 ha abbandonato l’abitudine di lavare frutta e verdura sotto l’acqua corrente, preferendo l’ammollo.
Il “Generation Gap”: dai 50enni ai Millennials
Un dato interessante emerge dall’analisi anagrafica: la sensibilità ambientale non è uniforme.
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I “Senior” (46-65 anni): sono i più disciplinati. Oltre il 70% adotta sistematicamente pratiche di risparmio.
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I “Junior” (25-35 anni): risultano i meno costanti. Sebbene la maggioranza (63%) sia attenta, la frequenza dei comportamenti virtuosi è inferiore rispetto alle generazioni precedenti.
Resta però un punto debole comune: il riciclo dell’acqua. Solo il 22% degli italiani riutilizza l’acqua di cottura o piovana, mentre il 40% dichiara di non aver mai preso in considerazione questa pratica.
Manutenzione vs tecnologia: il paradosso degli investimenti
Cresce l’attenzione alla cura dell’impianto: il 56% degli italiani effettua manutenzioni costanti (contro il 47% dell’anno precedente) per evitare perdite occulte.
Tuttavia, il cambiamento resta principalmente comportamentale. Quando si tratta di investire in tecnologia, gli italiani frenano: solo il 20% ha installato rubinetteria di ultima generazione o sistemi per il risparmio idrico. Esiste quindi un divario netto tra la volontà di risparmiare e la disponibilità ad aggiornare l’infrastruttura domestica.
La mappa del risparmio: il podio delle Regioni
L’Osservatorio ha stilato anche una classifica delle regioni più attente all’oro blu:
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Emilia Romagna (80%) – prima per distacco nelle pratiche domestiche.
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Piemonte (78%)
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Lombardia (76%)
“Obiettivo dell’Osservatorio è approfondire la conoscenza delle abitudini degli italiani e sensibilizzare verso scelte consapevoli. Promuovere una cultura della sostenibilità passa dai gesti quotidiani” — Petra Schrott, Head of Marketing Sodastream Italia.
Verso un futuro senza plastica
L’attenzione all’acqua si riflette anche sulla riduzione dei rifiuti: l’84% degli intervistati si dice pronto a cambiare le proprie abitudini per limitare drasticamente l’uso di plastica monouso, confermando un legame sempre più stretto tra gestione idrica e lotta all’inquinamento.
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