L’architettura dei biocarburanti negli Stati Uniti sta per affrontare una trasformazione strutturale che promette di ridefinire gli equilibri tra il settore agricolo e quello energetico. Secondo l’analisi approfondita di Bloomberg Intelligence su Biofuels 2026 Outlook, i Renewable Identification Numbers (Rin), creati originariamente nel 2005, si confermano come la vera e propria valuta del comparto, capace di muovere volumi d’affari miliardari.

Nel solo 2023, il valore collettivo di questi crediti ha raggiunto la cifra di 24 miliardi di euro, agendo come il motore principale per la produzione di diesel a base di biomassa. Il report evidenzia come il reset normativo previsto dall’Environmental Protection Agency (Epa) per il periodo 2026-2027 getterà le basi per una ripresa del settore, spostando le dinamiche economiche in modi senza precedenti.
Centralità dei mandati Epa e rincorsa ai margini
Il fulcro della ripresa attesa per il 2026 risiede nelle nuove decisioni dell’Epa riguardanti gli obblighi di miscelazione. Sebbene la finalizzazione delle proposte sia stata ritardata per gestire le petizioni di esenzione delle piccole raffinerie relative agli anni precedenti, l’orientamento dell’agenzia appare chiaro: sostenere la capacità produttiva esistente e dare priorità assoluta alle materie prime nazionali.
Per far sì che le infrastrutture americane, attualmente ferme, tornino in funzione, il report calcola che i margini lordi per il diesel rinnovabile debbano risalire verso la soglia di 1,07 euro per gallone (circa 3,8 litri), un valore che risulta circa il doppio rispetto ai livelli registrati nella prima metà del 2025. Questa necessità di recupero è testimoniata dal calo dell’utilizzo della capacità produttiva, scesa al 77% nei primi nove mesi del 2025 rispetto al 95% registrato nel 2024.
Legame indissolubile tra agricoltura e politica energetica
I biocarburanti non sono più soltanto una questione ambientale, ma sono diventati uno strumento geopolitico e industriale fondamentale. L’analisi sottolinea come quasi il 50% dell’olio di soia statunitense prodotto nel 2024 sia stato destinato alla produzione di diesel a base di biomassa, mentre oltre il 33% del mais nazionale viene convogliato verso la produzione di etanolo.
La strategia dell’amministrazione Trump sembra puntare con decisione su questa filiera per garantire l’indipendenza energetica e sostenere i prezzi agricoli in vista delle elezioni di metà mandato del 2026. Una mossa chiave in tal senso è la proposta di dimezzare il valore dei crediti Rin per i combustibili prodotti fuori dagli Stati Uniti o che utilizzano materie prime non americane, una rottura netta con i precedenti normativi che non tenevano conto dell’origine dei prodotti.
Biocarburanti: impatto sulle imprese e scenari per le piccole raffinerie
La nuova era dei Rin non colpirà tutti gli attori allo stesso modo. Alcuni produttori vedono la loro redditività legata a doppio filo al valore di questi crediti, mentre i grandi raffinatori di petrolio devono gestire l’onere della conformità normativa. Un caso emblematico è rappresentato dalle piccole raffinerie che hanno beneficiato in modo significativo dalle esenzioni concesse dall’Epa, registrando un aumento del flusso di cassa che potrebbe arrivare a 513 milioni di euro all’anno se tutte le loro piante ottenessero il via libera completo.
Nel frattempo, il mercato azionario del settore mostra segnali di cautela, con il paniere dei biocarburanti di Bloomberg che ha registrato una flessione dell’11% nel 2025, riflettendo le incertezze normative e la volatilità dei prezzi delle materie prime.
Le scadenze decisive del 2026 e la stabilità fiscale
Il calendario dei prossimi mesi sarà determinante per stabilire la fiducia degli investitori. Tra i traguardi critici identificati dal report figurano l’entrata in vigore dei crediti d’imposta 45Z nel gennaio 2026, che limiteranno i benefici alle materie prime originarie di Stati Uniti, Messico e Canada. Questo cambiamento fiscale, unito alla decisione finale dell’Epa sugli obblighi di miscelazione attesa tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, fornirà la chiarezza necessaria per programmare gli investimenti nella capacità di frantumazione della soia.
Sebbene le sfide legali e le pressioni commerciali internazionali rimangano all’orizzonte, il quadro delineato da Bloomberg Intelligence suggerisce che il sistema dei Rin continuerà a essere il pilastro invisibile ma potentissimo che regge l’intera architettura dei combustibili rinnovabili americani.
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