Nonostante gli sforzi e i progressi compiuti nell’ultimo decennio, il mondo è ancora lontano dal raggiungere l’accesso universale all’elettricità. Secondo un approfondimento elaborato dall’Iea, un dato allarmante emerge dal 2024: ben 730 milioni di persone in tutto il mondo non ne hanno ancora accesso. Questo numero rappresenta una riduzione di soli 11 milioni rispetto al 2023, un ritmo di progresso inferiore a quello registrato prima della pandemia e un chiaro segnale di stasi. I dati preliminari per il 2025 indicano che questa tendenza preoccupante è destinata a persistere.

Il motivo di questa stagnazione, che ha mantenuto il numero di persone senza accesso sostanzialmente invariato dal 2020, è complesso e multifattoriale. Il peso elevato del debito ereditato dalla pandemia e dalla crisi energetica globale, unito ai tagli agli aiuti internazionali, sta soffocando gli investimenti necessari. A ciò si aggiunge che, in molti paesi dell’Africa subsahariana, la crescita demografica continua a superare i tassi di elettrificazione.
Elettricità, la geografia della disuguaglianza
Le sfide di accesso all’elettricità si manifestano con intensità molto diverse a livello regionale:
- L’Asia in via di sviluppo ha raggiunto un tasso di accesso del 98% nel 2024. Paesi come India e Indonesia hanno ormai ottenuto l’accesso universale. Tuttavia, la maggior parte del divario residuo (83% della popolazione non connessa della regione) si concentra in Pakistan, Afghanistan, Mongolia, Myanmar e Repubblica Popolare Democratica di Corea. I progressi in questa regione sono in stallo dal 2021, con un rallentamento rispetto al periodo pre-pandemico in quattro di questi cinque Paesi.
- L’America Latina è anch’essa vicina all’accesso universale, con il 98% della popolazione connessa entro il 2024. Tuttavia, gli ultimi punti percentuali si stanno rivelando particolarmente difficili da coprire. Aree remote come gli altopiani andini e l’Amazzonia rimangono sottoservite e, al ritmo attuale, potrebbero volerci fino a 15 anni per colmare completamente il divario. Honduras e Haiti sono le nazioni con le maggiori difficoltà; in particolare ad Haiti, circa metà della popolazione non ha accesso e i progressi nel 2024 sono stati inferiori del 56% rispetto alla media del periodo 2015-2019.
- L’Africa subsahariana rappresenta l’epicentro della crisi globale dell’accesso all’elettricità, ospitando otto persone su dieci senza fornitura. Nonostante un aumento delle nuove connessioni elettriche a 6,8 milioni nel 2024 (un aumento del 2% rispetto al 2023), la rapida crescita demografica nelle aree non servite ha compensato gran parte di questo sforzo, riducendo il numero totale di persone senza elettricità di soli 4 milioni.
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Africa, connessioni e solare domestico: una crescita fragile
L’espansione della rete e le mini-reti hanno guidato quasi il 90% delle nuove connessioni nel 2024, con un notevole incremento delle connessioni alla rete su base annuale (+11%). Paesi come Nigeria, Repubblica Democratica del Congo e Uganda hanno registrato guadagni significativi.
Anche il mercato dei sistemi solari domestici (Shs) è in crescita: le vendite globali sono aumentate del 4% nel 2024, con l’Africa subsahariana che ha visto un aumento del 26% dei nuovi utenti primari. Tuttavia, la maggior parte di questi erano Shs molto piccoli (lanterne e sistemi fino a 10 Wp), che non soddisfano la definizione minima di accesso dell’Iea. Escludendo questi, le nuove connessioni da Shs più grandi sono in realtà diminuite rispetto al picco del 2022.
Una tendenza distintiva e preoccupante nell’Africa subsahariana è il calo del consumo medio delle famiglie negli ultimi dieci anni, nonostante l’aumento del tasso di accesso (dal 30% nel 2012 al 50% nel 2024). Questo consumo medio è diminuito di circa un quarto nello stesso periodo.
- Tariffe e redditi. L’aumento delle tariffe elettriche è stato in molti Paesi africani più rapido del reddito familiare. Questo riduce la capacità di pagamento, costringendo le famiglie a limitare l’uso.
- Consumo iniziale basso. Le famiglie appena connesse, in particolare nelle aree rurali dove l’accessibilità economica è molto limitata, tendono a consumare meno elettricità rispetto alla media regionale. I dati mostrano che i loro consumi rimangono ben al di sotto della media anche diversi anni dopo aver ottenuto l’accesso.
- Solare domestico minimo. La limitata accessibilità, unita alla mancanza di infrastrutture, spinge le famiglie ad adottare sistemi solari domestici molto piccoli che, di fatto, limitano la quantità di elettricità utilizzabile.
L’accessibilità economica resta, dunque, una sfida cruciale non solo per l’allacciamento, ma per un utilizzo efficace e produttivo dell’elettricità. Questo contrasta con le tendenze osservate altrove, dove l’elettrificazione è tipicamente accompagnata dall’aumento dei redditi e dall’uso produttivo dell’energia.
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Elettrificazione: nuove politiche e slancio internazionale
Le prospettive per il 2025 indicano una stabilità nel tasso di nuove connessioni a causa del persistere di ostacoli come l’elevato debito pubblico, gli alti costi di finanziamento e il calo dei fondi per lo sviluppo. Tuttavia, l’Iea evidenzia un crescente slancio politico: circa il 60% delle persone senza accesso vive in Paesi che hanno introdotto nuove misure di elettrificazione tra il 2024 e l’inizio del 2025. Queste includono strategie nazionali, programmi mirati e incentivi fiscali.
Queste iniziative interne potrebbero essere amplificate dagli sforzi internazionali, inclusi quelli nell’ambito della Presidenza sudafricana del G20, della Missione 300 e della crescente attenzione all’elettricità e all’accesso a una cucina pulita in vista della prossima Cop30 in Brasile. Questi segnali di slancio potrebbero rappresentare la chiave per interrompere l’attuale stagnazione.
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