Elettricità: 8% della popolazione mondiale non ha accesso di base

“Raggiungimento degli obiettivi per il 2030 richiede un maggiore sforzo collettivo”: il rapporto

La popolazione mondiale con accesso all’elettricità è aumentata a circa il 92%, ma 666 milioni di persone non dispongono ancora di un accesso di base: ciò indica che il tasso attuale è insufficiente per raggiungere l’accesso universale entro il 2030. L’accesso a una cucina pulita ha registrato solo un miglioramento limitato, poiché i progressi sono stati superati dalla crescita demografica, lasciando 2,1 miliardi di persone dipendenti da combustibili e tecnologie inquinanti. Lo evidenzia il rapporto Tracking Sdg 7: The Energy Progress Report 2025 realizzato congiuntamente da Irena in collaborazione con l’Agenzia Internazionale per l’Energia (Aie), la Divisione di Statistica delle Nazioni Unite (Unsd), la Banca Mondiale e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).

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Lo studi rileva che, sebbene i dati più recenti mostrino alcuni progressi in tutti gli indicatori monitorati, “il raggiungimento degli obiettivi per il 2030 richiede un maggiore sforzo collettivo” si legge a commento.

Tecnologie off-grid per le comunità in aree rurali

La popolazione ancora non connessa all’elettricità vive principalmente in aree remote, a basso reddito e fragili. Il documento sostiene che soluzioni decentralizzate, convenienti e rapidamente scalabili, sono in grado di raggiungere le comunità in queste aree rurali. Ad esempio, l’uso di tecnologie pulite off-grid, come gli impianti a biogas domestici e le mini-reti che facilitano la cottura elettrica, può fornire soluzioni che riducono l’impatto sulla salute causato dall’inquinamento atmosferico domestico.

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Diversi indicatori, tuttavia, hanno registrato notevoli progressi. I flussi finanziari internazionali verso i Paesi in via di sviluppo a sostegno dell’energia pulita sono cresciuti per il terzo anno consecutivo, raggiungendo i 18,3 miliardi di euro. I finanziamenti non sarebbero però sufficienti e accessibili, secondo il rapporto, generando disuguaglianze regionali e lentezza dei progressi. La capacità installata di energia rinnovabile pro capite ha continuato ad aumentare di anno in anno, raggiungendo nel 2023 un nuovo massimo di 341 watt pro capite, rispetto ai 155 watt del 2015.

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Accesso all’elettricità e disuguaglianze regionali: il caso dell’Africa

Tuttavia, persistono disparità regionali, a indicare la necessità di un sostegno specifico per le regioni in via di sviluppo. Nell’Africa subsahariana, in ritardo rispetto alla maggior parte degli indicatori, la diffusione delle energie rinnovabili si è rapidamente espansa, ma rimane limitata a una capacità installata pro capite media di 40 watt, pari a solo un ottavo della media degli altri Paesi in via di sviluppo. L’85% della popolazione mondiale senza accesso all’elettricità risiede nella regione, mentre quattro famiglie su cinque non hanno accesso a una cucina pulita e questo item continua a crescere a un ritmo di 14 milioni di persone all’anno.

Il rapporto sollecita una maggiore cooperazione internazionale tra i settori pubblico e privato, al fine di incrementare il sostegno finanziario. Tra le azioni urgenti figurano riforme dei prestiti multilaterali e bilaterali per ampliare la disponibilità di capitale pubblico; una maggiore mobilitazione di finanziamenti agevolati, sovvenzioni e strumenti di mitigazione del rischio; un miglioramento della tolleranza al rischio tra i donatori; nonché un’adeguata pianificazione e regolamentazione energetica nazionale.

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