Decarbonizzare i settori industriali ed economici ma con un approccio non utopico. E’ quanto si è discusso nel corso del secondo Forum nazionale sull’energia. Una due giorni di confronto tra istituzioni, imprese ed esperti sui nodi strategici della politica energetica italiana organizzata da Telenord in collaborazione con la testata specialistica “Quotidiano Energia”, che si è svolto a Rapallo (GE) lo scorso 6 e 7 giugno.

“Le rinnovabili sono il nostro futuro a da soli non basteranno. la legge delega che in arrivo al Parlamento ci avvicinerà a una fonte pulita” come sottolinea in apertura lavori il ministro dell’Ambiente e Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin in un video messaggio. “La sostenibilità nei fatti non solo enunciazioni di principio” conclude. “Non bisogna guardare a una alternativa tra ecologia e sviluppo” ma “bisogna coniugare sviluppo e ambiente” come sottolinea il ministro del Made in Italy Adolfo Urso.
Non solo tecnologia anche il mercato energetico deve cambiare nel profondo
Ma come raggiungere questo equilibrio tra innovazione industriale, competitività e transizione ecologica? Quali sono le strategie e gli investimenti da compiere?
“E’ necessario massimizzare efficacia investimenti che facciamo. Riuscire a identificare quali siano i meccanismi per massimizzare gli investimenti che si fanno non è banale” chiarisce Stefano Besseghini presidente Arera. “La struttura dei costi si sta spostando di più verso la parte Capex. Stiamo facendo aumentare le iniziative di generazione trasporto, ma abbiamo un problema di differenziale di costi tra gli altri paesi e di costi”.
Diversi i meccanismi in campo come ricorda Paolo Arrigoni presidente del Gse.
Ma qualcosa deve cambiare in modo strutturale. “Un meccanismo che non funziona più” secondo Paolo Merli Ad Erg riferendosi al costo zero dell’energia e a quanto sta accadendo nel mercato spagnolo con costi diurni prossimi allo zero o negativi.
Elettrificazione vs gas
Il gas è ancora una delle poche soluzioni praticabili per lo sviluppo economico italiano, ricorda Marta Bucci dg di Proxigas, sia per l’hard to abate cioè per alcuni comparti industriali anche strategici. Mentre nel domestico per alcune infrastrutture.
“Dobbiamo investire quindi anche sul gas” ribadisce, probabilmente per decarbonizzarlo e renderlo più economico conclude.
Transizione energetica nel settore domestico: l’Alleanza per una tariffa dedicata alle pompe di calore elettriche

Riuscire a spingere una filiera così importante “dal nostro punto di vista in Europa sarebbe centrale” continua Sandei senza contare che “permette di ridurre i consumi dell’80% e le emissioni del settore domestico del 60%”.
Servirebbe una tariffa per le pompe di calore e avrebbe tre effetti:
- efficienza energetica;
- produrre dipendenza dal gas;
- decarbonizzare il settore civile;
- tutelare l’occupazione.
Per questo Assoclima Confidustria lancia una Alleanza dedicata a raggiungere questo risultato.
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