Clima, marzo 2026 da record: Artico ai minimi storici e temperature a +1,48°C

Il sistema climatico globale continua a mostrare segnali di forte stress. Secondo gli ultimi dati forniti da Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea, il mese di marzo 2026 si è posizionato come il quarto più caldo mai registrato a livello mondiale. La temperatura media dell’aria superficiale ha raggiunto i 13,94 °C, superando di 1,48 °C i livelli dell’era preindustriale (1850-1900), sfiorando pericolosamente la soglia critica di 1,5 °C fissata dagli Accordi di Parigi.

Artico: raggiunto il record negativo

Il dato più allarmante riguarda i poli. Nell’Artico, l’estensione del ghiaccio marino ha raggiunto il suo livello massimo invernale più basso di sempre, eguagliando il record negativo stabilito nel 2025. La superficie ghiacciata è risultata del 5,7% inferiore alla media, segnando un nuovo punto di non ritorno per l’ecosistema polare.

Oceani bollenti e l’ombra di El Niño

Non va meglio sul fronte oceanico. Marzo 2026 ha fatto registrare la seconda temperatura superficiale del mare (SST) più alta della storia per questo mese, con una media di 20,97 °C.

C3S Bulletin PR 202603 Timeseries ERA5 Daily Sst 60S 60N
Media giornaliera della temperatura superficiale del mare (°C) nell’oceano globale extra-polare (60°S – 60°N) per il 2023 (giallo), 2024 (arancione), 2025 (rosso) e 2026 (rosso scuro). Tutti gli altri anni compresi tra il 1979 e il 2022 sono indicati con linee grigie. La media giornaliera per il periodo di riferimento 1991–2020 è indicata con una linea grigia tratteggiata.
Fonte dei dati: ERA5. Crediti: C3S/ECMWF.

Gli esperti di Copernicus sottolineano come la temperatura sia aumentata costantemente durante tutto il mese, avvicinandosi ai picchi estremi del 2024. Questo riscaldamento anomalo riflette una probabile transizione verso condizioni di El Niño prevista per la seconda metà dell’anno, un fenomeno che solitamente porta a un ulteriore innalzamento delle temperature globali e a eventi meteorologici estremi.

Europa: un mese di forti contrasti

Nel Vecchio Continente, marzo è stato il secondo più caldo mai rilevato, con una temperatura di 2,27 °C sopra la media. Tuttavia, il dato nasconde forti discrepanze:

  • Caldo anomalo: Russia nord-occidentale, Fennoscandia e Stati Baltici hanno vissuto condizioni quasi estive.

  • Siccità: Gran parte dell’Europa continentale è risultata più secca della media.

  • Piogge e inondazioni: Al contrario, Islanda, Regno Unito e alcune zone del Mediterraneo hanno subito forti precipitazioni, spesso legate al passaggio di tempeste.

Questo scenario arriva dopo un febbraio che, paradossalmente, era stato eccezionalmente freddo e piovoso per l’Europa, a conferma di una crescente estremizzazione e imprevedibilità del meteo.

Carlo Buontempo, direttore del C3S presso l’ECMWF, lancia un monito chiaro:

“I dati di marzo 2026 raccontano una storia che fa riflettere. Ogni dato — dai +1,48 °C al minimo del ghiaccio artico — è di per sé impressionante; nel loro insieme, dipingono il quadro di un sistema climatico sottoposto a una pressione costante e in accelerazione. Questi dati non sono più un lusso scientifico, ma un elemento essenziale per qualsiasi seria risposta politica di adattamento.”

Uno sguardo al resto del mondo

L’ondata di calore precoce non ha risparmiato il Nord America, colpendo duramente Stati Uniti e Messico con temperature senza precedenti. Al contrario, anomalie fredde sono state registrate in Alaska, Canada e Siberia nord-occidentale, a dimostrazione di come il riscaldamento globale provochi una redistribuzione caotica delle masse d’aria nell’emisfero settentrionale.

I numeri chiave di Marzo 2026:

  • +1,48 °C: Riscaldamento rispetto ai livelli preindustriali.

  • 20,97 °C: Temperatura media globale degli oceani (2° valore più alto di sempre).

  • -5,7%: Estensione del ghiaccio marino artico rispetto alla media (minimo storico).

  • 2° più caldo: Posizionamento di marzo 2026 nella serie storica europea.

Dati e analisi sono forniti dal dataset ERA5 di Copernicus/ECMWF.


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