Cinema importante guardare alla sostenibilità

“Il valore del legno nell’industria cinematografica: materiali, strategie e professioni artigiane”, il report realizzato dall’Osservatorio Spettacolo e Ambiente presentato nel corso del festival del Cinema di Venezia in occasione della 14ª edizione del Green Drop Award

Qual è l’impatto ambientale dell’industria cinematografica e più specificatamente dell’uso del legno? A questa domanda ha provato a rispondere il nuovo report a cui ha partecipato “Il valore del legno nell’industria cinematografica: materiali, strategie e professioni artigiane”, realizzato dall’Osservatorio Spettacolo e Ambiente, la struttura promossa dall’Associazione nazionale esercenti cinema (Anec), Green Cross Italia e Associazione nazionale teatri privati (Atip).

I dati presentati in occasione della 14ª edizione del Green Drop Award, il premio dedicato all’ambiente di Green Cross alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, con Pefc Italia, Programme for Endorsement of Certification schemes, l’ente leader per la certificazione forestale.

Dall’analisi emerge l’urgenza di adottare approcci circolari e certificati e si evidenzia come sia cruciale avere dati aggregati a livello nazionale e globale sul suo reale volume di impiego di questo materiale e, suggeriamo, non solo su questo.

I numeri dell’impatto del cinema sull’ambiente

Rispetto le produzioni cinematografiche internazionali su larga scala, si stima una pesante impronta carbonica con medie che vanno da 391 tonnellate per i film piccoli fino a 3.370 tonnellate di equivalenti di CO2 per le grandi produzioni.

L’utilizzo di protocolli come Green Film, EcoMuvi, Zen2030 o il Green Standard di Cinecittà permette di valorizzare buone pratiche di riuso. Una filiera quella del settore del legno-arredo italiano che evidenzia un dato di emissioni di CO₂ equivalente per milione di euro di prodotto (39 tonnellate) inferiori rispetto a quelle tedesche (50) o francesi (52), e che gli eco-investimenti stimolano l’innovazione.

“Il cinema, con il suo potere narrativo e la sua capacità di racconto, può diventare un alleato strategico della sostenibilità”, ha spiegato Antonio Brunori, Segretario generale PEFC Italia. “Portare il legno certificato PEFC anche sui set cinematografici significa garantire qualità, sicurezza e responsabilità, contribuendo a un’industria culturale più verde e consapevole. In Italia abbiamo già tutti gli elementi per guidare la transizione: cultura del riciclo, protocolli efficaci e filiere certificate, ma ora servono visione e sistema, a partire da strumenti di monitoraggio condivisi, hub logistici per il riuso su larga scala e politiche di incentivazione che consolidino definitivamente il primato del cinema italiano nella sostenibilità”.

Su come adottare il legno certificato sui set cinematografici Pefc Italia ha a nche suggerito alcune buone pratiche. A partire da una policy interna per le produzioni a specifiche clausole nei contratti con fornitori e scenografi. Si ricorda inoltre come sia possibile richiedere una certificazione di progetto che etichetti l’intero set o parte di esso come “certificato PEFC”.

 


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