Caro-petrolio e tensioni in Iran: la benzina costa 5 volte più dell’elettrico

Mentre il barile di petrolio supera la soglia psicologica dei 100 dollari a causa del conflitto in Iran, il divario economico tra chi guida un’auto endotermica e chi ha scelto l’elettrico si fa abissale. Secondo l’ultima analisi di Transport & Environment (T&E), l’impatto degli shock petroliferi sui portafogli dei cittadini europei è diventato un tema di sicurezza economica, oltre che ambientale.

I numeri del rincaro: benzina vs elettrico

L’analisi di T&E evidenzia una sproporzione netta nei costi di percorrenza ogni 100 km:

  • Auto a benzina: il costo medio è salito a 14,20 €, con un aumento secco di 3,80 €.

  • Auto elettrica: il costo si attesta a 6,50 €, con un incremento contenuto di soli 0,70 € (dovuto al riflesso del prezzo del gas sulle tariffe elettriche).

auto a benzina rincari causa guerra

Il peso economico è ancora più evidente per chi usa l’auto per lavoro: un’auto aziendale a benzina arriva a costare 89 € in più al mese, contro i soli 16 € di rincaro per una flotta elettrica.

Scontro a Bruxelles: target climatici sotto assedio

I dati arrivano in un momento cruciale: oggi i Ministri dell’Ambiente dell’UE si riuniscono a Bruxelles per discutere il Pacchetto automobilistico. Al centro del dibattito c’è la proposta di indebolire i target di riduzione della CO₂ al 2035, passando dal 100% al 90%.

Leggi anche: Sicurezza energetica nell’era della terza guerra del Golfo

Le posizioni politiche

L’industria e leader come il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la premier italiana Giorgia Meloni spingono per un allentamento degli standard, opponendosi anche a target stringenti per le flotte aziendali.

“I conducenti di auto a benzina subiscono pesanti aumenti ogni volta che si verifica uno shock petrolifero,” dichiara Andrea Boraschi, Direttore di T&E Italia. “Tuttavia, Merz e Meloni vogliono rallentare la transizione. In un mondo segnato da tensioni geopolitiche, dipendere dal sole e dal vento è l’unica soluzione sicura.”

Il valore dell’indipendenza energetica

L’analisi di T&E non si limita ai costi individuali, ma guarda ai bilanci dell’Unione Europea. Nel 2025, l’UE ha importato petrolio per autovetture per un valore di 67 miliardi di euro. Nello stesso periodo, gli 8 milioni di veicoli elettrici già in circolazione hanno permesso di risparmiare:

  • 46 milioni di barili di petrolio.

  • 2,9 miliardi di euro di importazioni evitate.

Secondo l’organizzazione, mantenere standard ambiziosi potrebbe ridurre le importazioni di petrolio di ulteriori 45 miliardi di euro entro il 2035.

Il mercato dell’usato e le flotte aziendali

Un punto chiave della transizione riguarda le grandi flotte aziendali, che rappresentano il principale “serbatoio” per il mercato dell’usato. T&E esorta i legislatori a non annacquare gli obiettivi di elettrificazione delle flotte: alzare l’asticella significherebbe immettere sul mercato 3,6 milioni di veicoli elettrici usati entro il 2035, rendendo la mobilità a zero emissioni accessibile anche a chi non può permettersi un’auto nuova.

Un mercato più accessibile

Nonostante le resistenze politiche, il mercato sta rispondendo: nel 2025 il prezzo medio delle auto elettriche nell’UE è diminuito per la prima volta dal 2020. Merito dell’arrivo di modelli più economici, spinti proprio dai target climatici che obbligano i produttori a diversificare l’offerta.

Leggi anche: Italia, via libera al rilascio delle riserve strategiche di petrolio


Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.