Acqua di scarico sentinella della salute per monitoraggio dei virus

La biodegradazione nella rete fognaria è la chiave per stime più precise

Una ricerca innovativa sta cambiando il modo in cui i ricercatori interpretano i dati raccolti attraverso il Wastewater-Based Epidemiology (Wbe), l’approccio che analizza le acque reflue per tracciare la diffusione di virus come il Sars-CoV-2. Lo studio, che ha esaminato la biodegradazione del virus all’interno delle reti fognarie, rivela che questo processo riduce in media il carico virale totale di circa il 30% prima che le acque raggiungano gli impianti di trattamento.

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Foto di Zoshua Colah su Unsplash.

Questa scoperta ha implicazioni significative, poiché sottolinea che, per ottenere stime accurate, è cruciale considerare la biodegradazione del virus. La percentuale di riduzione dipende da vari fattori, tra cui la lunghezza, il tipo e le condizioni ambientali della rete fognaria. Per questo motivo, i ricercatori sottolineano l’importanza di applicare metodi di normalizzazione per confrontare i dati raccolti in diversi impianti di trattamento.

Sistema di allerta strategico contro i virus

Il modello testato nello studio può essere applicato a città con diverse caratteristiche demografiche e strutture fognarie, migliorando la comparabilità dei dati e, di conseguenza, la capacità delle autorità sanitarie di adottare strategie di sorveglianza e intervento più efficaci. In questo modo, l’analisi delle acque reflue si conferma uno strumento potente e affidabile per il monitoraggio del contagio e per l’individuazione precoce di nuovi focolai, fornendo alle autorità sanitarie un sistema di allerta precoce che costituisce un vantaggio strategico nella gestione delle emergenze.

L’approccio come standard internazionale

L’efficacia di questo approccio non si limita al Sars-CoV-2. A riprova della sua importanza, la recente Direttiva EU 2024/3019 sul trattamento delle acque reflue urbane introduce il monitoraggio di parametri rilevanti per la salute pubblica come sistema di allerta precoce. L’uso di modelli avanzati, che tengono conto di variabili ambientali e biologiche, permette di ottenere stime precise e veloci sul numero di casi.

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L’integrazione di questi dati con altre informazioni epidemiologiche può quindi offrire alle autorità sanitarie un ulteriore strumento per migliorare la prevenzione, la gestione delle emergenze e la capacità di risposta, rendendo la sorveglianza sempre più accurata e tempestiva a livello locale e globale.

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