crescita prezzi energia e gas
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L’Agenzia internazionale per l’energia (Iea) ha recentemente esaminato la combinazione dei fattori che hanno determinato gli aumenti dei prezzi del gas naturale e dell’elettricità in Europa nell’ultimo periodo.

I fattori dietro i recenti aumenti dei prezzi del gas e dell’energia

Tra le ragioni dell’impennata dei prezzi del gas in Europa ci sono: una forte ripresa economica dopo un inverno lungo e freddo che ha prosciugato le scorte, un’offerta di gas più limitata del previsto e altri fattori legati al clima, tra cui una disponibilità di energia eolica inferiore al solito nelle ultime settimane. 

Anche le più ampie dinamiche del mercato globale del gas hanno avuto un effetto, comprese le forti ondate di freddo in Asia orientale e in Nord America nel primo trimestre di quest’anno, seguite da ondate di calore in Asia e dalla siccità in varie regioni. Nel frattempo, le interruzioni non pianificate e la manutenzione ritardata hanno tagliato la produzione di gas naturale liquefatto (Lng).  

“I recenti aumenti dei prezzi globali del gas naturale sono il risultato di molteplici fattori, ed è impreciso e fuorviante attribuire la responsabilità alla transizione energetica”, il direttore esecutivo Iea, Fatih Birol.

In futuro, il mercato europeo del gas potrebbe affrontare ulteriori stress test dovuti a interruzioni non pianificate e forti ondate di freddo, specialmente se si verificano alla fine dell’inverno. 

Il percorso della Cina per costruire un futuro energetico più sostenibile, sicuro e inclusivo

Negli ultimi quattro decenni, la notevole crescita economica della Cina ha sollevato centinaia di milioni di persone dalla povertà e ha reso il Paese leader in molti settori. Ma l’ha anche trasformata nel più grande emettitore di carbonio del mondo, responsabile di un terzo delle emissioni globali di CO2. Il modo in cui l’economia cinese si svilupperà nei prossimi decenni avrà importanti conseguenze per i suoi cittadini e per il mondo intero.

Cina: raggiungere la neutralità carbonica prima del 2060

La Cina sta puntando a raggiungere un picco nelle sue emissioni di CO2 prima del 2030 e la neutralità carbonica prima del 2060. Il nuovo rapporto Iea, “An energy sector roadmap to carbon neutrality in China” mostra che la Cina ha i mezzi per raggiungere questi obiettivi e persino accelerare ulteriormente la sua transizione verso l’energia pulita, che non solo contribuirebbe significativamente a ridurre gli impatti globali del cambiamento climatico ma porterebbe anche diffusi benefici economici e sociali al Paese.   

L’espansione delle rinnovabili

Il raggiungimento degli obiettivi climatici, richiederà alla Cina una massiccia espansione dell’uso di fonti rinnovabili come il solare e l’eolico, grandi miglioramenti nell’efficienza energetica e sforzi per affrontare le emissioni del parco esistente di centrali elettriche a combustibili fossili e impianti industriali. 

Il rapporto Iea, che risponde all’invito del governo cinese a cooperare su strategie a lungo termine, mostra che con la sua comprovata esperienza nelle tecnologie energetiche pulite, la Cina ha le capacità di realizzare una transizione accelerata che farebbe abbassare le sue emissioni di CO2 dopo il 2025, scendendo a quasi il 20% sotto il loro livello attuale entro il 2030. 

Idrogeno: serve un’azione decisa per sbloccarne la crescita

Secondo un nuovo rapporto pubblicato di recente, i governi devono muoversi più velocemente e in modo più deciso su una vasta gamma di misure politiche, per consentire all’idrogeno a basso contenuto di carbonio di realizzare il suo potenziale di aiutare il mondo a raggiungere emissioni nette zero e sostenere la sicurezza energetica.

Gli ostacoli all’impiego dell’idrogeno su larga scala secondo la Iea

Attualmente, la produzione globale di idrogeno a basso contenuto di carbonio è minima, il suo costo non è ancora competitivo e il suo uso in settori promettenti, come l’industria e i trasporti, rimane limitato. Ma ci sono segnali incoraggianti sul fatto che sia all’apice di una significativa diminuzione dei costi e di una diffusa crescita globale, secondo la nuova Global hydrogen review 2021 di Iea. 

L’idrogeno è leggero, immagazzinabile e denso di energia e il suo uso come combustibile non produce emissioni dirette di sostanze inquinanti o gas serra. 

Il principale ostacolo all’uso su larga scala dell’idrogeno a basso contenuto di carbonio è il costo di produzione. Ma proprio negli ultimi anni, numerosi Paesi hanno annunciato strategie per l’idrogeno: la quantità di elettrolizzatori che producono idrogeno è aumentata notevolmente e il costo dell’elettricità rinnovabile per alimentare questi elettrolizzatori sta diminuendo. 

La pandemia continua a ostacolare i progressi verso l’accesso universale all’elettricità

A partire dal 2013 c’è stato un calo costante del numero di persone senza accesso all’elettricità. La pandemia ha messo fine a questo trend, come spiegano gli analisti Iea in un recente commento basato sui risultati del World energy outlook 2021.

I blocchi associati alla pandemia hanno rallentato il tasso di connessioni sia di rete che off-grid, portando a un aumento del 2% del numero di persone senza accesso all’energia, incremento verificatosi quasi tutto nell’Africa sub-sahariana.

Raggiungere, entro il 2030, il pieno accesso all’elettricità richiede circa 43 miliardi di dollari l’anno, corrispondente a solo il 2% circa dell’investimento medio del settore energetico. Gli investimenti recenti sono ben al di sotto di questa soglia, soprattutto in Africa. Nel frattempo, la pandemia ha ridotto il flusso di nuovi investimenti e aumentato il costo del capitale nelle economie in via di sviluppo.

La Iea incontra i leader europei e americani per discutere di mercati energetici e clima

Nelle ultime due settimane, il direttore esecutivo della Iea ha visitato diverse capitali europee per discutere di questioni chiave relative alla sicurezza e alla transizione energetica. A Bruxelles la scorsa settimana ha incontrato separatamente il presidente del Consiglio UE Charles Michel, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Frans Timmermans, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg e il ministro belga dell’energia Tinne Van der Straeten. 

Le questioni trattate negli incontri hanno spaziato dalla situazione attuale dei mercati energetici agli sforzi per migliorare l’azione internazionale sul clima in vista della Cop26. 

Durante una visita a Varsavia la settimana precedente, il dottor Birol ha anche preso parte alla Partnership per la cooperazione transatlantica sull’energia e il clima con il ministro dell’energia statunitense Jennifer Granholm, il ministro del clima polacco Michal Kurtyka e il commissario europeo per l’energia Kadri Simson.

L’impegno dell’Agenzia ad essere net zero entro il 2024

L’Agenzia si sta impegnando ad azzerare le emissioni di gas serra entro il 2024, in tempo per il suo 50° anniversario, e allineandosi alle raccomandazioni del recente rapporto “Net zero by 2050: A roadmap for the global energy sector” .

Il dottor Birol dichiara: “L’Iea è impegnata ad aiutare tutti i Paesi a raggiungere i loro obiettivi energetici e climatici, con la nostra tabella di marcia verso Net zero entro il 2050 che fornisce un percorso stretto, ma raggiungibile, verso questo obiettivo critico. Non è sufficiente parlare semplicemente di net zero, ma bisogna agire. Questo è quello che stiamo facendo mettendo in atto misure pratiche che seguono le raccomandazioni della nostra Roadmap”.

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Redazione
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