Un approccio sostenibile al settore food è una delle sfide più importanti che il mondo deve affrontare. Tanti sono gli studi che tracciano il quadro emergenziale in tema di accesso al cibo e altrettanti sono gli input che vengono dal mondo della ricerca e delle startup per cercare di contrastare il fenomeno. Qui di seguito ne vediamo alcuni.

Il report “Growing better”

Ogni giorno, 820 milioni di persone soffrono la fame nel mondo, mentre oltre un terzo del cibo prodotto a livello globale viene sprecato. Inoltre circa 500 milioni di piccoli agricoltori forniscono gran parte del cibo che il mondo consuma, vivendo spesso in condizioni di grande povertà. Sono numeri di un quadro critico, aggravato ulteriormente dagli effetti devastanti del cambiamento climatico, su cui si è concentrato il recente report “Growing better”,  della Food and land use coalition (Folu). Tra i punti chiave sottolineati dallo studio per affrontare in modo efficace il problema, c’è un’azione congiunta da parte di governi, istituti di ricerca e aziende per promuovere una transizione rurale giusta attraverso una definizione dei piani per sostenere i paesi in difficoltà a riformare le loro politiche agroalimentari. In generale, dalla ricerca emerge come un approccio green al settore agroalimentare rappresenta anche un’opportunità economica da cogliere. Secondo la Food and land use coalition, infatti, la tutela delle foreste e le misure volte intervenire sul sistema alimentare possono generare un flusso di risorse finanziarie da 4,5 trilioni di dollari all’anno fino al 2030. 

Un alimento simile alla carne prodotto da batteri

In ambito food non mancano poi le innovazioni tecnologiche dal mondo delle startup. Un esempio è, come si legge su airprotein.com, il progetto di Air protein, che ha scoperto, sfruttando un concetto su cui già aveva lavorato la Nasa, un modo per alimentare dei batteri idrogenotrofi e ottenere così una polvere da cui ricavare una polvere con le stesse proprietà nutritive della carne. Questi nutrimento per batteri sarebbe una combinazione di CO2 e altri nutrienti creata all’interno di unità di fermentazione. Secondo l’azienda, il processo richiede solo pochi giorni e potrebbe essere l’alternativa ecologica alla produzione di carne tradizionale.

Coltivare le piante sott’acqua

Un’altra idea innovativa è quella del progetto “il Giardino di Nemo”, promosso in Italia da Ocean reef. L’idea consiste nella realizzazione di serre sottomarine impermeabili, situate a 8 metri di profondità, con all’interno 200 litri di aria a  una temperatura di 26 ° C e un’umidità di 83 ° C. Le piante così chiuse producono condensa che scorrerà lungo le pareti, alimentando le colture. 

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