La guerra in Ucraina e i rischi per le infrastrutture nucleari

La posizione dell'Ensreg

405

rifiuti radioattivi StrimsIl 27 febbraio si è tenuta una videoconferenza del Ensreg (European nuclear safety regulators group). L’incontro ha affrontato il tema della sicurezza degli impianti nucleari in Ucraina. I rischi derivano dall’aggressione militare russa al paese sul mar Nero. Presenti all’incontro l’Aiea, la Wenra e l’Autorità di regolamentazione nucleare ucraina (Snriu)

Il messaggio del Gruppo

L’istituzione europea sottolinea come: “Il Consiglio europeo condanna con la massima fermezza l’aggressione militare non provocata e ingiustificata della Federazione russa contro l’Ucraina. Con le sue azioni militari illegali, la Russia sta violando gravemente il diritto internazionale e i principi della Carta delle Nazioni unite. Minando la sicurezza e la stabilità europea e globale”.

Le decisioni poste a tutela dei siti sensibili

Ensreg ricorda che la Conferenza generale dell’Aiea ha adottato una decisione nel 2009. Dove si afferma che: “Qualsiasi attacco o la minaccia agli impianti nucleari destinati a scopi pacifici costituisce una violazione dei principi della Carta delle Nazioni unite, del diritto internazionale e dello statuto dell’Agenzia”.

Gli obiettivi dell’iniziativa

L’Europa fa appello alla massima moderazione, per evitare qualsiasi azione che possa mettere in crisi gli impianti nucleari del Paese.

Esorta inoltre la Federazione russa a cessare immediatamente le attività illegali al fine di ripristinare il controllo della Snriu su tutti gli impianti. Con lo scopo di mantenere i requisiti di sicurezza e gli orientamenti in materia di sicurezza riconosciuti a livello internazionale.

Senza dimenticare la grande preoccupazione per il dispiegamento di armi e armamenti con i quali si combatte nei pressi di Chernobyl. Qui è stato rilevato una crescita del livello di radioattività. Incremento causato dalle attività militari. Sono ignoti eventuali danni inflitti alle infrastrutture locali.

I siti in pericolo

Oltre alla centrale di Chernobyl è a rischio la centrale nucleare di Zaporizhzhya, nell’omonima regione. Infine, anche le miniere abbandonate nella regione del Donbas, nell’Ucraina orientale, rappresentano un rischio. Potrebbero, nel volgere di pochi mesi, sversare acque reflue tossiche e radioattive. Distruggendo i territori attigui, i fiumi e le riserve di acqua potabile.

Le richieste contenute nel documento finale

Le forze armate straniere devono perciò lasciare il sito e consentire il regolare accesso senza ostacoli dei tecnici addetti alla manutenzione dei siti sotto attacco. Così da mettere in sicurezza le infrastrutture. Queste attività richiedono infatti un sollecito intervento per evitare rischi di gravi contaminazioni. Non solo in Ucraina ma anche nei paesi confinanti.

Leggi anche

Cambiamenti climatici, nucleare e Cop26: il ministro Cingolani in audizione alle Camere

Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.