Coltivazione di prodotti alimentari, urbanizzazione, raccolta di legna per la produzione di carta o mobili. Queste sono solo alcune delle motivazioni con cui ogni anno in tutto il mondo vengono abbattuti milioni di ettari di foreste. Un fenomeno che ha portato, solo per citare un esempio, a una riduzione di oltre il 17% della superficie della foresta pluviale amazzonica negli ultimi 50 anni. Si tratta di un trend che sfortunatamente non accenna ad arrestarsi e che potrebbe causare, nei prossimi 100 anni, la scomparsa di questi importanti “polmoni” del pianeta.

Il contributo della blockchain

Tra le tecnologie che possono dare un contributo alla lotta al fenomeno della deforestazione c’è anche la blockchain. Questa soluzione, nata per aumentare la trasparenza nelle operazioni business-to-business, può infatti introdurre più chiarezza nel settore della real estate, facendo luce sulla proprietà di quelle porzioni di foresta che sono in realtà interessate dal fenomeno del disboscamento illegale. In quest’ottica la startup americana Ubitquity ha iniziato a collaborare con l’ufficio di registrazione immobiliare del Brasile realizzando un sistema per scovare quelle porzioni di foresta in cui si verifica l’illegal logging. L’idea è di caricare i dati relativi alle proprietà immobiliari su una blockchain per renderle sicure e non soggette a variazioni sospette. Questa soluzione ha anche un altro rivolto positivo: può infatti facilitare l’acquisizione di dati in tempo reale sulle sulle coltivazioni di olio di palma.

In Paraguay si punta sul digitale per tutelare la foresta

Un altro esempio delle potenzialità delle soluzioni digitali per la tutela del territorio forestale è quello di una comunità indigena del Paraguay. In questo caso si è deciso di mappare il territorio con un’app per smartphone e un gps. L’iniziativa, come si legge sulla Reuters, è legata a un progetto dell’ONU dedicato all’alimentazione e all’agricoltura sostenibile. Sono stati quindi costituiti dei percorsi formativi per otto giovani del luogo, appartenenti alle comunità di Mbya nel distretto di Caaguazú a cui è stato insegnato a usare gli strumenti digitali per monitorare le condizioni della foresta. 

Una mappa  in tempo reale delle foreste del pianeta

E’ frutto invece della collaborazione tra l’università del Maryland (UM), Google, The United States Geological Survey (USGS) e la NASA, il progetto che portato alla realizzazione di una mappa globale delle foreste. Si tratta del più grande catalogo contenente i dati di osservazione della terra, che viene aggiornato quasi in tempo reale per dare un quadro della superficie forestale. L’iniziativa, per certi versi paragonabile alla mappatura del genoma umano, ha una risoluzione sufficientemente precisa per rilevare anche le attività agricole di piccoli proprietari. Grazie a questa iniziativa vengono fornite gratuitamente alle ong e alle forze dell’ordine locali dati e strumenti per contrastare la deforestazione.

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