infrastrutture critiche Enea progetto Resist
foto Pixabay

Enea prende parte al progetto Resist per accrescere le capacità di risposta ed intervento degli operatori di infrastrutture critiche pubbliche alle emergenze Cbrne, cioè chimiche, biologiche, radiologiche, nucleari ed esplosive.

Il programma Resist

Resist è un programma di formazione ed esercitazione, nato nell’ambito delle attività del Cluster italiano Cbrn-P3 e finanziato dalla Commissione Europea con circa 1,1 milioni di euro.
Vi prendono parte: Enea, Fondazione Safe (coordinatore), il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, l’Istituto affari internazionali, il ministero della Difesa, l’Università di Tor Vergata e il Cluster rumeno Proeco-Cbrne.
Enea partecipa nella doppia veste di operatore di infrastrutture critiche e sviluppatore di tecnologie e metodologie innovative da dispiegare sia in caso di emergenza reale che durante esercitazioni in situazioni simulate.

Le due fasi del progetto

Il progetto si snoda in due fasi: nella prima, otto rappresentanti delle squadre di emergenza Enea del Centro ricerche di Casaccia e di Frascati hanno preso parte, insieme ad altri 90 colleghi provenienti da diverse infrastrutture critiche italiane ed europee, ai corsi di formazione organizzati dalla Scuola interforze per la difesa Nbc di Rieti.
Durante la seconda fase, hanno verificato le capacità acquisite, svolgendo una serie di esercitazioni presso selezionate infrastrutture critiche.

“Questo progetto è fondamentale per valutare, gestire e attenuare le minacce e i rischi Cbrne, addestrando il personale di infrastrutture critiche, quali centri di ricerca, aeroporti, stazioni ferroviarie e ospedali, ad operare in ambienti contaminati e sfruttando, per la formazione, una eccellenza italiana come la Scuola interforze per la difesa Nbc di Rieti. Per Enea, in particolare, il progetto Resist segna un ulteriore passo in avanti nelle attività di sviluppo di tecnologie che possano contribuire a mitigare gli effetti sulla popolazione, sull’ambiente e sulle infrastrutture di un’emergenza Cbrne”, spiega Luigi De Dominicis, responsabile Enea del progetto, del Laboratorio diagnostiche e metrologia.

Enea ha tenuto le prime esercitazioni di Resist in ambiente reale al Centro ricerche di Casaccia (Roma), dove è stato simulato il piano di risposta a una potenziale emergenza nucleare, nel porto di Augusta (Siracusa) e nell’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo).

“Abbiamo messo a disposizione del progetto europeo Resist tutte le nostre competenze, infrastrutture e risorse tecnologiche e abbiamo raccolto una risposta entusiasta dai partecipanti e dal panel di esperti internazionali chiamato a valutare il nostro operato. Con l’esperienza acquisita nel tempo attraverso la partecipazione a progetti di ricerca europei, possiamo ora dire con orgoglio che il Centro ricerche Enea di Casaccia si propone come un testbed di riferimento per attività di training ed esercitazione nel settore radiologico e nucleare”, ha commentato l’ing. Nicola Ranieri, responsabile del Piano di emergenza del Centro Enea Casaccia.

Altre esercitazioni in Italia e Romania

Il programma prevede altre esercitazioni in ambiente reale in Italia, presso la stazione di Roma Termini, il Centro spaziale Fucino di telespazio all’Aquila e in Romania, presso la sede di Termoenergetica e Sta (Bucarest), l’aeroporto Tuzla (Costanza) e il centro nucleare di Magurele.

I risultati del programma Resist saranno presentati da Enea agli operatori internazionali del settore Cbrne durante un evento che si terrà ad aprile 2022.

Il Joint cooperation agreement tra Enea ed Eni

Inoltre, proprio oggi 23 febbraio, Enea ed Eni hanno siglato un Joint cooperation agreement (Jca) per la realizzazione di progetti nei settori della decarbonizzazione e transizione ecologica ed energetica. L’intesa, che avrà durata triennale, tra le altre cose riguarda: lo sviluppo di prototipi, tecnologie e processi innovativi, studi di fattibilità e analisi di scenario, nonchè lo scambio di competenze e conoscenze e la promozione di iniziative congiunte.

Il valore dell’intesa è di oltre otto milioni di euro, costituito dall’apporto di risorse umane, tecniche e finanziarie da ambo le parti.

Nello specifico, l’accordo riguarda la produzione di energia da fonti rinnovabili, il supercomputing, la superconduttività e l’economia circolare. In merito, sarà data priorità a processi innovativi per valorizzare gli scarti, produrre biogas, biometano e biochar.

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