C’è una connessione tra riscaldamento globale ed eventi di freddo estremo

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Foto di Michelle Maria da Pixabay

I ricercatori di Milano Bicocca e Harward (Usa) hanno scoperto una condizione anticipatrice delle temperature anomale nella stratosfera polare da cui hanno origine questi fenomeni.

Lo studio portato avanti da Mostafa Hamouda e Claudia Pasquero dell’università di Milano-Bicocca insieme a Eli Tziperman dell’università di Harvard, ha analizzato la condizione anticipatrice delle temperature anomale nella stratosfera polare da cui hanno origine i fenomeni che permettono all’aria gelida di raggiungere le medie latitudini come le nostre. L’analisi è stata pubblicata su Nature Climate Change nell’articolo dal titolo “Decoupling of the Arctic oscillation and north Atlantic oscillation in a warmer climate”.

La rilevanza di questa pubblicazione è data dalla scoperta del legame tra il riscaldamento globale degli ultimi decenni e l’aumento degli eventi di freddo estremo nell’inverno boreale.

Gli eventi che caratterizzano condizioni meteo estreme

Le condizioni meteorologiche invernali alle medie latitudini sono fortemente caratterizzate dal cosiddetto vortice polare, una circolazione atmosferica che intrappola l’aria fredda dell’Artico alle alte latitudini e le impedisce di raggiungere altre zone del globo. Mediamente ogni due anni, il vortice polare si indebolisce e permette all’aria gelida di scivolare verso le medie latitudini. L’indebolimento del vortice polare viene innescato dal rapido riscaldamento dell’aria a 30 chilometri di quota, in stratosfera (stratwarming) e provoca un’anomalia dei venti. Nel giro di un paio di settimane le condizioni atmosferiche sulla superficie terrestre cominciano a risentire degli effetti dei venti anomali, favorendo l’incursione dell’aria polare nelle medie latitudini. Quest’anno ne abbiamo avuto contezza con le eccezionali nevicate in Spagna, correlate a un sensibile calo termico.

Come le variazioni delle temperature nella stratosfera sono influenzate dal clima sulla Terra

Sappiamo che le temperature anomale in stratosfera sono influenzate da diversi fattori climatici a livello del suolo, come ad esempio la fusione del ghiaccio Artico e le piogge tropicali intense, ma le attuali conoscenze non permettono di fare previsioni accurate sul loro verificarsi. Nell’articolo pubblicato su “Nature climate change” viene rilevata una condizione anticipatrice delle anomalie nella stratosfera che non era mai stata riconosciuta prima: la temperatura superficiale dell’Oceano Pacifico settentrionale: acque particolarmente calde riscaldano l’aria gelida che proviene dalla Siberia, favorendone la risalita e modificando le condizioni stratosferiche. A conferma di questa scoperta, pochi giorni fa il centro Copernicus climate change (C3s) ha pubblicato il bollettino mensile sulla situazione climatica del globo, dove è sottolineato che le temperature dell’aria marina erano ben al di sopra della media a est dell’Argentina, e anche sopra la media nella maggior parte dell’Oceano Indiano e nel Pacifico centro-meridionale occidentale (cfr su https://www.canaleenergia.com/rubriche/meteo-energia/il-2020-e-lanno-piu-caldo-di-sempre/). Anche la porzione settentrionale del Pacifico si sta riscaldando, più rapidamente dell’Atlantico settentrionale a causa di questa circolazione di aria sulla superficie degli oceani.

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