trasporto marittimo a idrogeno
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Secondo il rapporto di Irena (International renewable energy agency) “A Pathway to decarbonize the shipping sector by 2050” la rapida sostituzione dei combustibili fossili con l’idrogeno rinnovabile, in sinergia con i biocarburanti, potrebbe ridurre le emissioni di gas serra prodotte dall’industria navale dell’80% entro il 2050.

La necessità di decarbonizzare il settore marittimo

La decarbonizzazione dell’industria marittima globale è considerata problematica, in quanto è uno dei settori più critici e impegnativi da affrontare.

Ma le opzioni alternative come il combustibile a idrogeno rinnovabile sono tra le più promettenti per cambiare in meglio questa prospettiva, come afferma il direttore generale dell’Irena, Francesco La Camera:“La nostra prospettiva mostra chiaramente che il taglio delle emissioni di CO2 in un settore così strategico e difficile da abbattere, è tecnicamente fattibile attraverso i combustibili a idrogeno verde”.

Concentrare gli sforzi sul carburante a idrogeno rinnovabile per sostituire i combustibili fossili

Il nuovo rapporto di Irena ha recentemente pubblicato, chiamato “A Pathway to decarbonize the shipping sector by 2050”, fornisce una tabella di marcia per il settore marittimo globale, affinché raggiunga gli obiettivi climatici.

Secondo Irena, il carburante a idrogeno rinnovabile, i biocarburanti avanzati e altre alternative più pulite ai combustibili fossili dovrebbero comprendere almeno il 70% del mix energetico del settore marittimo entro il 2050, così da raggiungere gli obiettivi climatici globali.

Agire tempestivamente è fondamentale”, dichiara La Camera in un recente rapporto del Maritime Executive. “Spero che questo rapporto incoraggi i responsabili politici, gli armatori e gli operatori, le autorità portuali, gli sviluppatori di energie rinnovabili e i servizi pubblici a lavorare insieme verso obiettivi climatici comuni e a mostrare la loro ambizione ai leader mondiali alla conferenza delle Nazioni Unite sul clima COP26 a Glasgow”, conclude.

Le sfide da superare nel trasporto marittimo alimentato da carburante a idrogeno rinnovabile

Il rapporto ha paragonato il settore del trasporto marittimo internazionale a ciò che rappresenterebbe se fosse una nazione. È emerso che sarebbe il sesto o settimo più grande emettitore di CO2 al mondo. La tabella di marcia del rapporto per la decarbonizzazione, si basa su quattro misure primarie che includono:

  1. Elettrificazione indiretta attraverso l’uso di carburante a idrogeno verde
  2. Utilizzo di biocarburanti avanzati
  3. Miglioramento dell’efficienza energetica delle navi da trasporto marittimo
  4. Riduzione dell’attività del settore attraverso cambiamenti sistematici nelle dinamiche commerciali globali.

L’importanza dei biocarburanti nel breve termine per ridurre le emissioni

Irena prevede che nel breve termine i biocarburanti avanzati saranno fondamentali per ridurre le emissioni, fornendo fino al 10% del mix energetico totale per il settore entro il 2050. 

Nel medio e lungo termine i combustibili rinnovabili a idrogeno saranno fondamentali, comprendendo fino al 60% del mix energetico totale entro il 2050.

L’importanza dell’e-ammoniaca per decarbonizzare il settore marittimo

Irena ha anche dichiarato che l’e-ammoniaca e l’e-metanolo sono i combustibili verdi a idrogeno più promettenti. Inoltre, si aspetta che l’e-ammoniaca, in particolare, diventerà centrale per la decarbonizzazione del settore entro il 2050.

Il rapporto prevede che l’ammoniaca elettronica costituirà fino al 43% del fabbisogno energetico del settore navale entro il 2050. Questo significherebbe che l’ammoniaca rinnovabile verrebbe utilizzata nella misura di 183 milioni di tonnellate solo per il trasporto marittimo internazionale, quantità paragonabile all’attuale produzione globale di ammoniaca.

Il tema del costo di produzione e della disponibilità dei combustibili alternativi

Il rapporto Irena indica anche che, il costo di produzione dei combustibili alternativi e la loro disponibilità costituiranno il fattore determinante per il loro utilizzo. Rimane comunque il fatto che, per raggiungere le emissioni di carbonio zero, l’industria dovrà usare un mix energetico che sia al 100% rinnovabile entro il 2050.

Anche se i costi di queste energie verdi stanno diminuendo ad un ritmo più veloce, l’industria avrà ancora bisogno di ulteriori diminuzioni di costo prima che diventino la scelta principale per la propulsione, rispetto ai combustibili fossili e ad altre fonti inquinanti. 

Pertanto, il rapporto indica che una tassa sul carbonio sarà vitale per una transizione di successo. Questo porrà un prezzo del carbonio regolabile su ogni fonte di combustibile, al fine di prevenire nuovi investimenti in quelli fossili.

Le parti interessate saranno la chiave per l’adozione del carburante a idrogeno rinnovabile

Il rapporto invita tutti i portatori di interesse a costituire modelli di business più ampi e ad entrare in partnership strategiche insieme alle industrie ad alta intensità energetica, ai fornitori di energia e all’industria petrolchimica. Ogni soggetto dovrà richiedere un impegno e una mappatura completa, in modo che tutti gli attori coinvolti siano sulla stessa linea e perseguano lo stesso obiettivo, compreso l’uso di carburante a idrogeno rinnovabile e biocarburanti avanzati.

Invece, gli organi di governo che regolano il trasporto marittimo internazionale avranno bisogno di fare delle pianificazioni e delle strategie per raggiungere gli obiettivi di emissioni zero del 2050.

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Redazione
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