Un frame del corto di Greenpeace

Impossibile non immedesimarsi nel padre tartaruga del corto di animazione di Greenpeace che, abbracciando i suoi figli, piange la scomparsa di mamma tartaruga, vittima delle attività di esplorazione in mare. Anche se si tratta di un corto, la perdita di una casa può riguardare indistintamente animali e uomini. Guardare “Tartarughe in viaggio”, realizzato dallo studio Aardman, creatore tra gli altri di “Galline in fuga” e “Wallace e Gromit”, fa riflettere su quanto urgente sia la protezione dell’ecosistema marino.

“La casa è quanto di più prezioso abbiamo, uno spazio sicuro per noi e la nostra famiglia. Eppure la stiamo togliendo a tartarughe, balene, pinguini e tanti altri animali. Se non agiamo ora, rischiamo di causare danni irreversibili ai nostri oceani e di perdere alcune specie per sempre. Spero che questo corto faccia prendere coscienza a sempre più persone dei danni che stiamo causando al mare”. Giorgia

La versione italiana è doppiata da Giorgia e Adriano Giannini. Nel video si viaggia insieme alla famiglia di tartarughe per raggiungere la loro casa, attraversando un mare contaminato dalla plastica e minacciato dalle trivellazioni e dalla pesca eccessiva, fino al triste epilogo.

Il 2020 sarà cruciale per la tutela degli oceani, evidenzia l’associazione ambientalista in una nota stampa, perché sarà definito dalle Nazioni Unite un accordo globale per la loro tutela. Misura urgente se si considera che negli ultimi 500 anni, rimarca Greenpeace, le popolazioni di tartarughe marine si sono ridotte per una molteplicità di fattori: caccia, pesca industriale, urbanizzazione costiera, inquinamento e cambiamenti climatici. L’associazione ha inviato ieri ministero degli Esteri una lettera per chiedere che l’Italia assuma una posizione forte a tutela degli oceani. “La comunità scientifica chiede di tutelare almeno il 30 per cento della superficie marina entro il 2030 con una rete di Santuari per permettere alla vita marina di sopravvivere in un mondo sempre più minacciato dalle attività umane, cambiamenti climatici in primis”, dichiara in nota Giorgia Monti, responsabile Campagna mare di Greenpeace Italia.

Sei delle sette specie di tartarughe marine sono minacciate di estinzione. Nello studio  “Turtles Under Threat”, realizzato da Greenpeace e diffuso insieme al corto, viene monitorata la vita delle tartarughe liuto, le più grandi al mondo e molto difficili da osservare perché vivono la maggior parte della loro vita in acque profonde, dichiara nell’introduzione dello studio Damien Chavallier, a capo del programma di ricerca marino sulle tartarughe dell’Institut Pluridisciplinaire Hubert Curien (IPHC) del Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS). Questa specie è costretta a viaggiare il doppio rispetto agli Novanta per raggiungere le aree più ricche di cibo e ideali alla nidificazione, sprecando energie indispensabili a deporre le uova. Se circa venti anni fa i nidi depositati erano 50 mila oggi sono meno di 200.

La guida Zero Waste

L’associazione Marevivo, impegnato attivamente nella tutela dell’ecosistema marino, lancia oggi la guida Zero Waste per intraprendere un percorso verso uno stile di vita più sostenibile. Nella guida i consigli spaziano dalla riduzione degli sprechi al riuso “in contrasto con la società del consumo in cui viviamo”, dichiara l’associazione in nota stampa.

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