ambiente
In copertina, una foto d’archivio di Canale Energia.

La Commissione europea ha adottato il 15 dicembre una proposta di nuova Direttiva sulla protezione dell’ambiente, adempiendo a un impegno chiave del Green deal europeo. Tale proposta intende manifestarsi attraverso il diritto penale per definire nuovi reati ambientali, introdurre disposizioni più dettagliate in materia di sanzioni, norme per rafforzare l’applicazione e misure per assistere le persone che segnalano reati e cooperano con le autorità in materia di contrasto.

I crimini contro la natura sono la quarta attività criminale più redditizia al mondo e sono preceduti solo dal traffico di droga, dalla contraffazione e dal contrabbando di armi. Secondo i dati dell’Interpol, generano entrate per 280 miliardi di dollari l’anno (circa 250 miliardi di euro) e costituiscono un settore della criminalità in crescita.

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Proteggere l’ambiente: gli obiettivi della proposta

La proposta della Commissione stabilisce nuovi reati ambientali nell’UE, tra cui il commercio di legname, il riciclaggio di navi o l’estrazione di acqua illegali. Inoltre, chiarisce le definizioni esistenti dei reati ambientali, fornendo una maggiore certezza del diritto.

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Si propone di fissare un minimo comune per le sanzioniQualora il reato causi o possa causare la morte o lesioni gravi a una persona, gli Stati membri devono prevedere almeno la reclusione fino a dieci anni. Il progetto di direttiva propone anche ulteriori interventi tra cui: il ripristino della natura, l’esclusione dall’accesso ai finanziamenti pubblici e alle procedure di appalto o la revoca delle autorizzazioni amministrative.

Fornisce inoltre sostegno a ispettori, polizia, pubblici ministeri e giudici attraverso la formazione, gli strumenti investigativi, il coordinamento e la cooperazione, nonché una migliore raccolta di dati e statistiche. L’obiettivo è di rendere più efficaci le indagini e i procedimenti più pertinenti favorendo le azioni penali transfrontaliere.

Wwf Italia: “Passo importante”

La proposta adottata dalla Commissione europea viene salutata positivamente dal Wwf Italia sottolineando il “passo importante per la lotta ai crimini contro la natura in ambito europeo”. In una nota stampa l’associazione ambientalista ricorda anche la partecipazione al progetto Successful wildlife crime prosecution in Europe – SWiPE per la consultazione pubblica utile alla revisione della proposta: Il progetto SWiPE ha sottolineato l’importanza che gli Stati membri considerino i crimini contro la fauna selvatica e le foreste come reati gravi, il che consentirebbe di mobilitare le risorse umane e finanziarie necessarie e darebbe all’UE una maggiore influenza nel chiedere ai paesi partner di dare priorità al problema”, conclude la nota.

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