Secondo il rapporto Banking on climate change 2020, le 35 principali banche di investimento globali hanno destinato, anche dopo la firma dell’accordo di Parigi, più di 2,74 trilioni di dollari al comparto dei combustibili fossili.

Le banche che finanziano le fonti fossili

Tra i maggiori finanziatori delle fonti fossili, che solo qualche mese fa avevano lanciato un avvertimento sull’importanza di prendere in considerazione i rischi finanziari legati al cambiamento climatico, c’è la banca americana JP Morgan Chase. Il gruppo bancario nei quattro anni successivi all’accordo di Parigi ha destinato infatti oltre 268 miliardi di dollari a servizi finanziari per estrazione di petrolio, gas e carbone.

Oltre a JP Morgan Chase, anche le banche statunitensi Wells Fargo, Citi e Bank of America hanno continuato a destinare risorse finanziarie al comparto fossile, investendo  2,2 milioni di sterline nel comparto.

“Le banche non affrontano adeguatamente la crisi climatica”

“E’ evidente che le banche stanno fallendo miseramente quando si tratta di rispondere all’urgenza della crisi climaticaspiega sul Guardian Alison Kirsch, ricercatrice di Rainforest action network, coordinatrice dello studio – con l’aumentare del numero di morti e distruzioni causate da inondazioni, siccità, incendi e tempeste senza precedenti, è inconcepibile e scandaloso per le banche approvare nuovi prestiti e raccogliere capitali per le aziende che stanno spingendo di più per aumentare le emissioni di carbonio “.

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